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Bassano Romano - La decisione del collegio dei giudici è arrivata ieri mattina dopo le arringhe degli ultimi avvocati delle difese

Traversine ferroviarie in vendita, tutti assolti

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L'avvocato Giuseppe Picchiarelli

L’avvocato Giuseppe Picchiarelli

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato della difesa Franco Taurchini 

L'avvocato Michele Guerriero

L’avvocato Michele Guerriero

Bassano Romano – (f.b.) – Traversine ferroviarie in vendita, tutti assolti.

E’ finita ieri mattina con una sentenza di assoluzione per tutti gli otto imputati la vicenda lunga nove anni, partita da un avviso pubblicato su Porta Portese. “Vendo traversine delle ferrovie dello stato” c’era scritto sul giornale di annunci. Un messaggio che fece partire le indagini dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Perugia.

Le traversine risultano sottratte da un cantiere a Bassano Romano e le intercettazioni telefoniche fanno venire alla luce i contatti tra il dipendente della ditta che faceva lavori di manutenzione ferroviaria in quella stazione,che aveva personalmente inserito l’annuncio di vendita, e alcuni ferrovieri.

Gli otto imputati finiscono così a giudizio con le accuse, a vario titolo, di peculato, ricettazione e traffico di rifiuti speciali.

Dopo la requisitoria del pm Paola Conti e le arringhe di alcuni legali delle difese, tra i quali gli avvocati Taurchini e Guerriero, ieri è stata la volta delle ultime difese e poi della sentenza del collegio dei giudici presieduto da Maurizio Pacioni, Eugenio Turco e Filippo Nisi a latere.

“Non possiamo parlare né di traffico di rifiuti né di peculato – esordisce l’avvocato Daniele Guerri -. Nel primo caso perché la vicenda delle traversine in questione si è verificata una volta soltanto e non ci sono quindi i presupposti per ritenere quest’unico tentativo di compravendita uno scambio continuo e ripetuto di materiali. Nel secondo perché si tratta di rifiuti non riutilizzabili e che non hanno portato ad alcun interesse economico il mio assistito”.

Ancor più nei particolari è sceso l’avvocato Giuseppe Picchiarelli, legale di uno ferrovieri che ebbero contatti all’epoca dei fatti con l’operaio che inserì l’annuncio su Porta Portese.

“Il mio cliente prima di questa vicenda non conosceva nemmeno la persona che prese quelle traversine ferroviarie dalla stazione di Bassano Romano – spiega l’avvocato Picchiarelli -. Solo quando si è accorto che queste mancavano all’appello si è preoccupato di riaverle indietro. Non ha voluto soldi, benché gli fossero stati offerti, e non ne ha volute più del necessario. Ha soltanto chiesto che lo stesso numero di traversine mancanti, ovvero 90, tornasse nella disponibilità dell’azienda per la quale lavorava, cioè Rfi”.

Un comportamento che, per altro, pare esser stato pienamente compreso e apprezzato dall’azienda.

“Da quando è iniziato questo processo – continua Picchiarelli – il mio assistito ha ricevuto ben tre riconoscimenti di gratifica per l’impegno e la professionalità dimostrata nello svolgimento dei suoi compiti. E’ del tutto estraneo alle accuse che gli vengono mosse. Anzi, ha diritto a vedersi restituita la sua serenità e la sua dignità”.

La parola è passata all’avvocato Gasbarri che ha sottolineato quanto la figura del suo cliente sia del tutto marginale. “Mi verrebbe da dire addirittura inesistente più che marginale – dice il legale -. I contatti con l’operaio che avrebbe preso le traversine ferroviarie sono pressoché inesistenti. Poi, tra le accuse gli viene imputata anche quella di falso per la compilazione di un modulo del quale però non si sa nemmeno dove sia l’irregolarità”.

Per ultimo è intervenuto l’avvocato Moccella, difensore dell’uomo che mise l’annuncio dal quale partì tutta l’inchiesta. “Parliamo di beni, le traversine, che non hanno rilevanza economica  – spiega Moccella nell’arringa – tant’è che non c’è alcuna parte civile in questo processo. Né Rfi né nessun altro. Questo perché non c’è né un danno né un reato. Se il mio cliente avesse pensato di commettere un illecito, non avrebbe messo quell’annuncio su un giornale, alla luce del sole”.

Il collegio dei giudici, dopo poco più di mezzora di camera di consiglio, ha derubricato il reato di traffico illecito di rifiuti in smaltimento dei rifiuti, per via del fatto che comunque si trattava di un solo episodio e non più di uno, ed ha poi assolto con formula piena tutti gli imputati.


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16 aprile, 2014

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