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Viterbo - Operazione Red Zoll - Ieri l'udienza, oggi il verdetto del Riesame

Fratelli Marchetti, sequestro ridotto a 4,5 milioni di euro

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

Catia Marchetti

Catia Marchetti

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro 

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro 

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro 

Viterbo – Sequestro confermato ma ridotto da 6 a 4,5 milioni di euro.

E’ la decisione del tribunale del Riesame, arrivata dopo l’udienza a porte chiuse di ieri mattina.

Gli avvocati di Elio e Catia Marchetti avevano impugnato il congelamento dei due fratelli imprenditori per 6 milioni di euro. La somma era l’equivalente dell’evasione fiscale contestata ai Marchetti: 6 milioni di Iva sottratta all’Erario, attraverso l’importazione delle auto rivendute dalla concessionaria in via della Palazzina, come sarebbe emerso durante l’operazione “Red Zoll” della polizia stradale.

Un colpo al cerchio e uno alla botte. L’accusa, rappresentata dal pm Fabrizio Tucci, può gioire del mantenimento del sequestro. La difesa, della diminuzione di un terzo dei beni congelati. Ma per i legali Marco Valerio Mazzatosta, Roberto e Francesco Massatani non è ancora abbastanza. 

Fin dall’inizio, gli avvocati dei Marchetti hanno ritenuto il provvedimento fuori misura. Anche ieri lo avevano fatto presente ai giudici del tribunale viterbese: i difensori avrebbero parlato di “conteggi dell’Agenzia delle entrate viziati da errori” e, comunque, “dal valore semplicemente indiziario e presuntivo”. Ma non è bastato per ottenere la revoca totale del provvedimento.

Era andata meglio al tribunale del Riesame di Roma, che aveva accolto la richiesta della difesa di alleggerire la misura cautelare: i Marchetti sono passati dal carcere ai domiciliari.

Nessun cambiamento, invece, per i commercialisti romani padre e figlio Bruno e Luca Giordani: anche loro hanno fatto ricorso, ma sono rimasti ai domiciliari.


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25 luglio, 2014

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