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Monte Romano - Schianto sull'Aurelia Bis - L'ultima telefonata di Valentino Galantuomo al fratello, prima di morire

“Corri subito che mi hanno ammazzato…”

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Valentino Galantuomo

Valentino Galantuomo

La Yamaha Dragstar 650 Tt di Valentino Galantuomo prima dell'incidente

La Yamaha Dragstar 650 Tt di Valentino Galantuomo prima dell’incidente 

La Yamaha Dragstar 650 Tt di Valentino Galantuomo prima dell'incidente

La Yamaha Dragstar 650 Tt di Valentino Galantuomo prima dell’incidente

Monte Romano - L'incidente sull'Aurelia Bis - La Citroen C1 distrutta e nel riquadro Valentino Galantuomo

Monte Romano – L’incidente sull’Aurelia Bis – La Citroen C1 distrutta e nel riquadro Valentino Galantuomo

Monte Romano - L'incidente sull'Aurelia Bis - L'Audi A4

Monte Romano – L’incidente sull’Aurelia Bis – L’Audi A4

Monte Romano – Morire a 29 anni sull’asfalto ruvido dell’Aurelia Bis, ma prima cercare uno dei suoi due fratelli: “Corri subito, che mi hanno ammazzato…” (fotocronaca – slide).

E’ stata l’ultima telefonata di Valentino Galantuomo. Del fratello Roberto, l’ultima voce che ha sentito e gli ultimi occhi che ha visto. L’ultima visita domenica pomeriggio prima dello schianto: era andato a trovarlo nella sua pizzeria a Tarquinia lido. Dopo, tornava a casa, verso Monte Romano. Ma a casa, Valentino non è arrivato.

Pochi secondi per cambiare tutto, tra il rincorrersi delle ambulanze, venute perfino da Roma per soccorrere i sei feriti, rimasti, alla fine, in cinque: Valentino, il più grave, non ce l’ha fatta. E’ rimasto in vita fino all’arrivo del fratello Roberto, poi ha chiuso gli occhi. Come se non potesse che aspettarlo. 

La discoteca. La moto. Gli amici. La vita di Valentino era questa, scintillante e festosa, come i suoi sabati sera di musica a tutto volume, come pr di diversi locali. La vita di uno che ha il sole dentro, anche se il destino non è stato tenero, né generoso.

“E’ da quando siamo bambini che soffri, prima con l’asma, poi con tutti i casini che sono successi”, gli scrive adesso il fratello Roberto, condividendo il suo dolore su Facebook e ricevendo l’abbraccio virtuale di più di mille persone che approvano e commentano. 

La famiglia di Valentino era stata duramente provata da una lunga serie di lutti. Dolore arrivato tutto insieme in poco tempo. Ma il suo sorriso splendeva ancora. Nel rituale delle foto condivise e dei messaggi d’addio sui social network, un’amica lo ricorda come sempre pronto a confortare gli altri, nel suo modo semplice e spontaneo: “Ma che te frega? La vita è bella”, le diceva Valentino. Nonostante i problemi. Nonostante tutto. La vita è bella finché c’è.

L’incidente gliela spezza alle 16,30 di una domenica piena di sole. L’Aurelia Bis è affollata dal traffico che va e viene dal mare. La strada di Valentino – non si sa ancora come – si incrocia con quella di una Citroen C1, di un’Alfa 166 e e di un’Audi A4. La dinamica è da chiarire, così come dovrà essere accertato se qualcuno guidava sotto l’effetto di alcolici o altre sostanze. La prassi, in questi casi.

Il primo scontro sarebbe avvenuto tra la Yamaha del 29enne e la C1, causando, poi, una serie di tamponamenti a catena con le altre due auto. Il bilancio è di cinque feriti: tre a Civitavecchia, uno a Belcolle, uno al Gemelli, alcuni dei quali in codice rosso. Valentino è ancora più grave.

A quella moto teneva come alla sua migliore amica. Era una Yamaha Dragstar 650 tt personalizzata; la sua passione. Nera, argento, fucsia e indaco. Eccentrica come lui.

Nessuna autopsia. I funerali sono fissati per oggi alle 16 alla chiesa del Santo Spirito a Monte Romano. 


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30 giugno, 2015

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