__

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lettere al direttore - Viterbo - Francesco Corsi sugli insulti razzisti contro il ragazzo ivoriano annegato nel lago di Bolsena

“Cosa c’entra ‘prima gli italiani’ con un ragazzo annegato?”

Morientes Diomande

Morientes Diomande

Alexandru Petrescu

Alexandru Petrescu

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

ho letto sul tuo giornale le violente reazioni al post Facebook di Tusciaweb che riportava la notizia della morte del ventenne Morientes Diomande, annegato nel lago di Bolsena.

Annegato come un altro ventenne straniero, Alexandru Petrescu, morto pure lui a vent’anni qualche giorno prima a Tarquinia. E ho letto quello che hai scritto condividendolo in pieno. 

Ho cercato di capire il motivo di tanta rabbia affidata alla tastiera, sforzandomi di cercare anche una benché minima ragione che giustificasse tale livore degno di ben altre cause: mi sono chiesto anche se, senza la barriera di un post e magari parlando in pubblico, queste persone avessero usato più cautela o no.

Inconsapevolezza? Ignoranza? Paura del diverso? Non lo so, ma so che una giustificazione non l’ho trovata, come tanti che ti seguono. Segno (o auspicio) che la maggioranza ha idee molto ragionevoli.

Si possono avere infatti opinioni molto diverse su come il governo sta gestendo l’esodo dei migranti e si può criticare anche in maniera veemente l’operato di Palazzo Chigi in merito alla vicenda. Del resto fronti aperti ce ne sono: il rapporto con le istituzioni europee, i criteri e lo stesso sistema della rete Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati), le nuove regole per le Ong (Organizzazioni non governative). Ma ci sono limiti che non possono essere superati, un minimo comun denominatore che ci deve necessariamente unire tutti altrimenti salta il concetto stesso di comunità: mi riferisco alla pietas che a queste latitudini, grazie ad Enea, conosciamo da quasi tre millenni. 

Si può comprendere tutto. “Prima gli italiani”, “Servono lavoro e diritti per noi”, “Non possiamo accogliere tutta l’Africa”, “Diventeremo tutti musulmani” non sono solo slogan ma spesso nascondono un disagio profondo nato da diversi fattori che conosciamo bene (su tutti la mancanza di lavoro).

Ma cosa c’entra tutto questo con un ragazzo di vent’anni annegato (anzi con due)?

Possibile che non si riesca a mettere a freno il proprio istinto e capire che è meglio tacere anche se si pensa che sia in atto una (presunta) invasione di migranti?

Tra l’altro, a prescindere dall’opinione politica e/o da convinzioni religiose e morali, bisogna prendere coscienza che l’Italia senza migranti non diventerebbe certo un giardino fiorito (da rivedere “Cose dell’altro mondo”, un bel film del 2011 con Diego Abatantuono e da rileggere le recenti dichiarazioni del presidente Inps Tito Boeri).

Come ripete spesso un mio caro amico, l’immigrazione è come il caldo o come il freddo: ti può piacere o no, puoi adottare accorgimenti per governare meglio i fenomeni, ma alla lunga sarà (è) un fatto incontrastabile, ce lo dice anche la demografia.

Bisogna solo attrezzarsi al meglio e per tempo. Infine: mettendo da parte il razzismo (o presunto tale) è poi tanto difficile farsi un’opinione sulle persone da come si comportano a prescindere se siano omosessuali, trans, uomini, donne, neri, gialli oppure di Isernia?

Ti ringrazio per l’ospitalità. 

Francesco Corsi

5 agosto, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564