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Morte nel lago di Morientes Diomande - Il vescovo Lino Fumagalli sui post violenti, razzisti e xenofobi pubblicati su Facebook

Vanno individuati e puniti gli autori di così blasfeme affermazioni, ma questo non basta…

di †Lino Fumagalli - vescovo di Viterbo
Tusciaweb Academy - Il vescovo Lino Fumagalli

Tusciaweb Academy – Il vescovo Lino Fumagalli

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Morientes Diomande

Morientes Diomande

Viterbo – Pubblichiamo un denso, netto e profondo intervento del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli sui commenti razzisti apparsi su Facebook per la morte nel lago di Bolsena del ventenne Morente Diomande 


– Non frequento Facebook e non ho letto gli assurdi commenti sulla morte di un giovane ragazzo ventenne, annegato nel lago di Bolsena.

Ringrazio il direttore di Tusciaweb per aver riportato gli squallidi commenti e chiesto l’intervento della magistratura.

Nel mondo globalizzato che, in teoria, dovrebbe favorire la conoscenza reciproca e il reciproco rispetto e la solidarietà, si sta generando una spaventosa violenza, spesso subdola, non appariscente, ma presente e, come il tarlo, capace di minare la nostra stessa convivenza umana.

Sicuramente vanno individuati e puniti gli autori di così blasfeme affermazioni, ma questo non basta. È necessaria la formazione di una cultura e di un modo stabile di giudicare e valutare eventi e situazioni che esprimano il rispetto dell’altro, il rispetto della dignità di ogni persona, il considerare l’altro come un valore e come un dono per me.

E Facebook deve diventare un luogo di incontro e comunicazione, di conoscenza e arricchimento reciproco, convinti che la mia libertà di parola e di giudizio ha come limite invalicabile la dignità della persona e il suo valore trascendente.

Vorrei ricordare a tutti uno dei Racconti dei Chassidim, gli Ebrei ortodossi tedeschi.

“Un maestro (Rabbi) chiese ai suoi allievi: “Quando finisce la notte e inizia il giorno?”. “Quando posso distinguere un albero di datteri da un albero di fichi”, rispose un allievo. “No”, commentò il Rabbi. “Quando posso distinguere un cane da una pecora, rispose un altro allievo”. “No!”, commentò di nuovo il Rabbi. “Quando allora, maestro?”, chiesero gli allievi. “Quando in ogni uomo che incontri non vedi un fratello da amare e da aiutare, è ancora notte nel tuo cuore”, concluse il Rabbi.

Auguro, veramente, come persona e membro di questa comunità viterbese, e come vescovo di questa Chiesa che simili commenti non si verifichino mai più, che chi li ha scritti abbia un rigurgito di dignità e chieda scusa e auguro a tutti noi che non sia notte nel nostro cuore.

†Lino Fumagalli
Vescovo di Viterbo


Il post di Tusciaweb su Facebook sul ragazzo morto nel lago

6 agosto, 2017

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