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Polizia - Viterbo - Arrestato il 28 marzo per averla accoltellata, era stato rimesso in libertà - Indagato per stalking dopo l'ennesima denuncia, adesso è ristretto a casa

Continua a minacciare la barista, 47enne finisce ai domiciliari

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Viterbo – (sil.co.) – Arrestato il 47enne  fermato con una bomboletta di spray al peperoncino da una barista che voleva sfregiare al volto con un pugnale. E’ il viterbese che verso mezzanotte dello scorso 28 marzo, in un locale di viale Trieste, ha aggredito una 32enne, minacciandola di morte. 

Rimesso in libertà con l’obbligo di dimora dalle 20 alle 6 del mattino dopo la convalida dell’arresto, l’uomo avrebbe continuato a perseguitare e minacciare la donna, che si è rivolta alla questura. 

La svolta è arrivata ieri quando il 47enne, indagato per stalking, è finito ai domiciliari.  L’uomo è stato arrestato dagli uomini della polizia di stato della sezione reati contro la persona della squadra mobile della questura di via Romiti, in esecuzione di un’ordinanza di misura di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Viterbo. 

Già noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti, da circa un anno avrebbe preso di mira la giovane barista facendola oggetto di ripetute minacce ed ingiurie.

A suo carico è in corso un processo per averla aggredita a bottigliate, stoppato dal giudice che ha accolto la richiesta del difensore di sottoporre l’imputato a perizia psichiatrica per stabilire se sia imputabile. E’ inoltre in attesa del processo per direttissima per averla colpita con un coltello lo scorso 28 marzo. 

In più occasioni si sarebbe presentato presso il locale dove la donna dà una mano al compagno, che ne è il gestore, in evidente stato d’ebbrezza importunando sia lei che gli avventori.

In un’occasione avrebbe anche infranto le vetrine del bar, scagliando dei bicchieri di vetro. Lo scorso 28 marzo l’episodio più violento, quando ha ferito la barista con un piccolo coltello, un pugnale bilama. Il peggio fu evitato dall’intervento degli altri avventori, una decina, che hanno provato ad allontanare l’aggressore. Il 47enne però, divincolandosi, sarebbe riuscito a farsi nuovamente sotto, fermato dalla vittima con lo spray al peperoncino mentre sul posto piombava la polizia.  La donna, medicata dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, se l’è fortunatamente cavata con ferite giudicate guaribili in tre giorni.

Arrestato a fatica dal personale delle volanti accorse in viale Trieste, il 47enne, rimesso in libertà dopo la convalida dell’arresto, avrebbe però ripreso a minacciare in maniera spavalda la donna recandosi nuovamente nel bar di viale Trieste dove lavora.

A questo punto la giovane, per evitare ulteriori e più gravi conseguenze, si è rivolta alla squadra mobile della questura denunciando quello che ha dovuto subire.

Gli investigatori, effettuati i riscontri investigativi del caso, si sono immediatamente coordinati con la procura di Viterbo, che informata dei fatti di reato ha richiesto al tribunale l’adozione di un’idonea misura cautelare, che una volta concessa è stata prontamente eseguita.

Quando il 47enne fu rimesso in libertà, a marzo, si disse sconvolta: “Lui può andare in giro dove vuole, io invece, se voglio stare al sicuro, devo restare a casa, agli arresti domiciliari”.

Sconvolta  e terrorizzata: “Quando gli altri avventori lo hanno afferrato per allontanarlo, prima dell’arrivo della polizia, lui si è divincolato e mi è venuto di nuovo addosso. Se non avessi avuto a portata di mano la bomboletta di spray al peperoncino, non so come sarebbe finita. Ho rischiato di restare sfregiata o, peggio, di morire. Ha detto che verrà a cercarmi per ammazzarmi, quando lo hanno arrestato mi ha urlato davanti ai poliziotti ‘tanto ti ammazzo, tanto trovo il sistema’”.

“Cercava me – ha proseguito – perché l’ho denunciato già due volte per episodi analoghi. Una volta mi ha lanciato delle bottiglie, perché mi sono rifiutata di dargli da bere. Aveva il pugno chiuso, lì per lì non ho capito. In un nanosecondo mi si è avventato contro col pugnale. Se non fossi stata veloce a coprirmi il volto, mi avrebbe sfregiato. Mi ha ferito al naso e alla mano con cui mi sono protetta il viso. Intanto urlava ‘mi devo vendicare, perché tu mi vuoi mandare in galera’”.


Articoli: Prova a sfregiare una barista, stop al processo – “Ha provato a sfregiarmi e promesso di ammazzarmi, ma è già libero” – Accoltella una barista, rimesso in libertà – Col coltello tenta di sfregiarle il volto, arrestato


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8 maggio, 2018

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