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Vetralla - Legambiente lo chiede a comune, provincia e regione dopo la rottura della copertura della discarica documentata da Tusciaweb

“Rifiuti pericolosi a Cinelli, si intervenga al più presto”

Vetralla - La discarica di Cinelli vista dall'alto

Vetralla – La discarica di Cinelli vista dall’alto

Umberto Cinalli

Umberto Cinalli

Vetralla - La discarica di Cinelli vista dall'alto

Vetralla – La discarica di Cinelli vista dall’alto

Vetralla-Cinelli - I sondaggi del 2006 abbandonati nella discarica

Vetralla-Cinelli – I sondaggi del 2006 abbandonati nella discarica

Vetralla-Cinelli - Capre nell'area della discarica

Vetralla-Cinelli – Capre nell’area della discarica

Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Alcuni interventi giornalistici negli ultimi giorni hanno fatto accendere di nuovo i riflettori su una situazione che era stata dimenticata dagli organi di informazione ma, ed è più grave, forse anche dagli organismi di controllo.

Parliamo della ex cava in località Cinelli – nel comune di Vetralla – dove furono illecitamente sversati fra il 2002 e il 2005 rifiuti speciali provenienti soprattutto dal nord: oltre 140 mila tonnellate di rifiuti pericolosi in un’area agricola di 5 ettari, successivamente messa sotto sequestro dai carabinieri del Noe su ordine della magistratura.

La cava venne poi messa in sicurezza nel 2009 e vennero effettuati dei primi campionamenti che dimostrarono la presenza nell’area di sostanze inquinanti potenzialmente riconducibili al contenuto dei materiali deposti nell’invaso. Sotto la discarica scorrono due falde acquifere. Una superficiale, a 20 metri di profondità, all’interno della quale furono interrati parte dei rifiuti stessi. La seconda falda si trova più in profondità, quasi una settantina di metri. Falde toccate da pozzi che si dispongono nelle proprietà attorno.

Le foto e le testimonianze di questi giorni riferiscono di un evidente deterioramento della copertura, con varie situazioni di esposizione della superficie sottostante la copertura alle intemperie e di presenza di acqua stagnante nelle vicinanze, dove si sarebbero visti animali al pascolo. Poiché l’emergenza non è mai venuta meno e il sito attende ancora soluzioni definitive, oltre la messa in sicurezza temporanea, considerando altresì che il sito ha ovviamente necessità di manutenzione e controllo continui, chiediamo alle autorità competenti (Comune di Vetralla, Provincia di Viterbo e Regione Lazio / Arpa) di intervenire al più presto e di verificare lo stato attuale della messa in sicurezza.

Richiediamo quindi una tempestiva comunicazione – coinvolgendo le strutture regionali di monitoraggio ambientale – per informare e rassicurare i cittadini sulla qualità dei terreni e delle acque dei pozzi e dei corsi d’acqua nell’area interessata.

Per Legambiente Lago di Vico

Umberto Cinalli

6 agosto, 2018

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