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Tribunale - Parte civile nel processo terminato a luglio l'editore ferrarese Fausto Bassini - Tre mesi più il risarcimento dei danni all'imputato Fabio Sanvitale

Libro sulla saponificatrice di Correggio, le motivazioni della storica condanna per plagio

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Leonarda Cianciulli

Leonarda Cianciulli

Viterbo – Saponificatrice di Correggio,  pubblicate le motivazioni della sentenza con cui è stato condannato lo scorso mese di luglio per plagio dal giudice Giovanni Pintimalli  l’autore di un libro stampato in provincia di Viterbo sul caso di Leonarda Cianciulli, la serial killer degli anni Trenta finita al centro di una contesa editoriale.

Alla sbarra è finito Fabio Sanvitale, uno scrittore di Pescara, difeso dalla legale Diamante Ceci, il quale, oltre ad essere stato condannato a tre mesi di reclusione (con sospensione condizionale della pena e non menzione), è stato anche condannato a risarcire del danno subito, da liquidarsi in sede civile, la vittima, ovvero l’editore ferrarese Fausto Bassini.

“Una sentenza storica, un tribunale penale italiano che sancisce il plagio di un’opera inedita depositata alla Siae”, sottolinea Bassini.

L’editore di Ferrara è stato assistito  al processo dagli avvocati di parte civile Edoardo Maria Manni e Carla Gelsomini e nella fase pre dibattimentale dall’avvocato Marco Fornaciari del foro reggiano, figlio dell’avvocato Piero Fornarciari, “implacabile accusatore” (parole della stessa Leonarda Cianciulli) al clamoroso processo del 1946, all’assise di Reggio Emilia, contro la saponificatrice di Correggio.

“In una mail – si legge nelle motivazioni del giudice Pintimalli – il Sanvitale risponde al Bassini che ha cercato faticosamente, poiché erano passati tre anni, di eliminare quelli che potevano essere gli apporti concettuali del Bassini. L’argomentazione si rivolge. tuttavia contro il Sanvitale, perché vale a dimostrare che egli era consapevole della possibilità di compiere un plagio e afferma “io ho evitato ciò eliminando le parti che potevano essere considerate come una copiatura” di ciò che i! Bassini aveva elaborato”.

“Il confronto tra i due testi tuttavia non consente di accettare la affermazione del Sanvitale”, scrive il giudice.

“Le mail prodotte in giudizio consentono di stabilire che il capitolo 1.0 nella sua prima elaborazione – spiega – si debba considerare un’opera frutto a quattro mani del Bassini e del Sanvitale. Il continuo scambio epistolare fra le parti consente di affermare che vi fu una stretta collaborazione. Da alcune mail si evince anche che il Sanvitale effettivamente soffriva per quella che lui denuncia come una eccessiva pignoleria del Bassini che continuamente rivedeva delle parti e non si decideva a definire la pubblicazione, ma certamente non può che affermarsi che l’opera depositata alla Siae sia frutto in larga misura del Bassini e dello stesso Sanvitale”.

“Alla luce dei principi esposti si può concludere che l’opera del Bassini sia meritevole di tutela poiché anche singole parti sono considerate tali dalla legge sul diritto d’autore. Si può altresì affermare che l’inedito depositato in Siae dal Bassini sia opera collettiva di due soggetti, Sanvitale Fabio e Bassini Fausto, come può rilevarsi da numerosi indizi o vere e proprie prove ricavabili dalla dalle epistole scambiate si fra i due soggetti con mail numerose in cui il Sanvitale stesso riconosce il Bassini come autore di alcune parti o lo invita a  correggere le altre tra cui proprio quelle riprodotte poi interamente nel libro edito dall’editore Armando”.

“A proposito delle editore Armando lo stesso ha riferito che il ricavo economico della pubblicazione è stato modestissimo. Di ciò si terrà conto in sede di determinazione dell’entità della pena. In definitiva tutte le parti indicate nel capo di imputazione e qui si riassumono risultano pressoché identiche nel testo depositato alla Siae da Bassini Fausto antecedentemente alla pubblicazione del libro da parte degli autori Sanvitale e Mastronardi senza che fosse indicato l’apporto del Bassini all’opera stessa; ne deriva che l’imputato deve essere considerato penalmente responsabile del reato a lui ascritto”, conclude il magistrato.


Articoli: Saponificatrice di Correggio, condannato scrittore accusato di plagio – Saponificatrice di Correggio, valanga di testimoni al processo per plagio – In tribunale il caso della “Saponificatrice di Correggio”

 


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16 gennaio, 2019

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