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Viterbo allo sbando - Incuria, degrado e indifferenza - Sono tutte ridotte male - Tre almeno sono bucate, cinque non hanno l'acqua e sei ne hanno invece troppa - Un patrimonio culturale che rischia di scomparire per sempre

La città delle fontane… sfasciate e abbandonate a se stesse

di Daniele Camilli

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Viterbo – Le fontane di Viterbo sono messe male. Su 18 prese in esame, nessuna si salva. Centro storico e fuori le mura, così come a San Martino e Bagnaia. 

Doveva essere la città delle fontane. In qualche modo tutti lo hanno detto. Almeno da quasi 10 anni a questa parte. Solo propositi elettorali. Eppure sono dappertutto. Nessuna piazza ne ha fatto a meno. Neanche quella del comune, la fontana è all’interno del cortile. Nemmeno piazza San Lorenzo dove c’è quella all’angolo del duomo e quella di palazzo dei papi.


Fotogallery: L’abbandono e lo sfascio delle fontane viterbesi


Dal medioevo al novecento, fontane splendide. Significative. La storia della città. Presa a calci. Come per le porte e il centro storico. Come per i monumenti. Un altro pezzo di Viterbo che se ne va. Tra incuria, degrado e indifferenza. E se è possibile qualche sacchetto di patatine ci si butta pure. Senza, poi, aggiungere altro sulle macchine parcheggiate attorno, a volte fin sopra i gradini.


Viterbo - Fontana Grande

Viterbo – Fontana Grande


Tre fontane sembrerebbero bucate. Almeno questa è l’impressione. La fontana a sfera del Murialdo e le fontane di piazza della morte e Pianoscarano.

Tutte sono invece invase dalla melma. Non se ne salva nessuna. Sia nelle vasche che sulle parti scolpite. Cosa che contribuisce al degrado e alla rovina.

Fontane che raccontano la vita nella città dei papi. Bene comune e pubblico che ha attraversato i secoli. Fino all’epoca presente, che sembra volerne fare a meno. Fontane che tutti vorrebbero valorizzare per poi dimenticarsele il giorno dopo.


Viterbo - La fontana di Pianoscarano

Viterbo – La fontana di Pianoscarano


Oltre a melma e buchi, anche peperino, pietre e marmo, i leoni di piazza delle Erbe sono in marmo, sono messi male. Anzi, decisamente male. Tutte le fontane sono malate, la malattia della pietra, oppure hanno perso pezzi. Ormai quasi del tutto irrecuperabili. Tutte, tranne la fontana a sfera del Murialdo e le fontane dedicate ai caduti dell’aria, al Sacrario, e del mare, in piazza Vittorio Veneto.

In sei fontane l’acqua è poi tarata male. Esce da bocche o tubi e finisce fuori dalla vasca. E stargli accanto, specialmente d’inverno, non è affatto piacevole. Il che rende pure difficile poterle vedere da vicino, senza il rischio doccia o il pericolo dovuto alla possibilità di scivolare e finire gambe all’aria. Le fontane ridotte in questo stato sono quelle della Crocetta, piazza Dante, piazza del comune, piazza del Gesù e piazza della Rocca. Infine, piazza Fontana grande.

La conseguenza più immediata è il formarsi della melma ovunque.


Viterbo - La fontana del Sacrario

Viterbo – La fontana del Sacrario


Ci sono poi fontane senz’acqua. Cinque. Alcune vasche a piazza della Rocca. Stappate. Qui l’acqua entra e se ne va. Completamente vuote sono invece quelle di piazza San Lorenzo, due, e le fontane al Sacrario e in piazza Vittorio Veneto. Quest’ultime due, specialmente l’ultima, danno l’impressione di essere state totalmente abbandonate a se stesse. Tanto che qualcuno neanche le riconosce più nella loro veste originaria. Quella di fontana, per l’appunto. Sembrano solo contenitori vuoti che un tempo hanno ospitato qualcosa ma non si sa bene cosa.

Infine, da due fontane, a Pianoscarano e piazza Fontana grande, l’acqua ha difficoltà ad uscire dai tubi. Probabilmente perché nessuno li pulisce. Cosa che comporta una specie di rinculo con l’acqua che non esce come dovrebbe facendo così pressione sulla parte scolpita da cui esce. Causandone una specie di smoccicamento verde. Melma. 

A piazza delle Erbe ci buttano invece le monetine. Qualche spiccio, che a contarli faranno un paio d’euro in tutto.


San Martino - La fontana a fuso di via Cadorna

San Martino – La fontana a fuso di via Cadorna


Dulcis in fundo San Martino. Qui le fontane sono tre. Una in fondo, sulla piazza principale. Due in alto, dalle parti di palazzo Doria Pamphili. Una di queste due è piena di graffiti che, a occhio e croce, stanno lì da qualche anno. A testimoniarlo un linguaggio che non si usa quasi più e caratteri che si usavano un tempo. Le protagoniste delle scritte sono tre. Serena, Marzia e Fabiana. Le prime due so “bone”, l’ultima è “stupida”. Firmato “Francesco”. Un uomo, sulla cui intelligenza… non ci sono dubbi.

Daniele Camilli


Le fontane di Viterbo abbandonate a se stesse

Fotogallery

Centro storico

– Piazza della Crocetta

– Pianoscarano

– Piazza Dante

– Piazza del Comune

– Piazza del Gesù

– Piazza della Morte

– Piazza della Rocca

– Piazza delle Erbe

– Piazza Fontana Grande

– Piazza San Lorenzo

– Palazzo dei papi

– Sacrario

– Piazza San Faustino 

Fuori le mura

– Fontana a sfera Murialdo

– Fontana Caduti del mare piazza Vittorio Veneto

Frazioni

– Bagnaia

– San Martino – La fontana a fuso

– San Martino – La fontana di via Cadorna

– San Martino – La fontana di piazza Mariano Buratti


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20 marzo, 2019

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