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Tribunale - Caprarola - Sarà mostrato al giudice per chiarire il giallo del bullone - La vittima è scivolata mentre la stavano alzando dal letto, battendo la testa

Anziana cade all’ospizio e muore, in aula il sollevatore del letto

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Caprarola – Anziana cade all’ospizio e muore, in aula il sollevatore del letto.

Sarà esibito all’udienza del 6 maggio per chiarire il giallo del bullone.

Il giudice vuole vedere l’apparecchio utilizzato per agganciare i pazienti dal letto e metterli sulla carrozzina. Non è chiara, infatti, la dinamica dell’incidente avvenuto il 30 luglio 2013, in seguito al quale ha perso la vita un’anziana non autosufficiente. 

A processo per omicidio colposo la legale rappresentante della cooperativa Silva Cimina che gestiva i servizi di mensa, pulizie e assistenza alla vecchia casa di riposo “Nicolai Ferri fantini” di Caprarola per il Comune, titolare della struttura. 

L’imputata è difesa dall’avvocato Cinzia Ruperto, mentre si sono costituiti parte civile le nipoti della vittima, assistite dal legale Vincenzo Petroni.

Il processo è ripreso lunedì davanti al giudice Elisabetta Massini che al termine dell’udienza, dopo avere sentito ancora una testimone, ha disposto il trasferimento in aula, per il 6 maggio, del sollevatore, per cercare di chiarire ulteriormente la dinamica dell’incidente. 

Secondo quanto emerso finora, un’assistente e un’inserviente stavano spostando con l’aiuto di un sollevatore la paziente, non autosufficiente, dal letto alla sedia a rotelle. Le due donne avevano imbracato l’anziana e azionato il pulsante del sollevatore, quando si sarebbe rotta una maniglia facendo precipitare la vittima sul pavimento.

L’anziana nella caduta avrebbe sbattuto la testa sull’attrezzatura metallica. Immediatamente soccorsa, la donna è stata portata in ospedale, ma dopo qualche giorno è deceduta.  

Lo scorso 4 marzo, è stato ascoltato come testimone il carabiniere della stazione di Caprarola che il giorno dopo l’incidente si è recato nella casa di riposo e ha posto sotto sequestro il sollevatore.

“Ho visto che accanto al sollevatore c’era un bullone – ha detto – e mi hanno detto che si trattava del bullone che si era staccato facendo cadere tutta la struttura”. Il carabiniere non avrebbe però accertato dove si trovasse il foro di inserimento del bullone e non si sarebbe accertato che il bullone mancante avrebbe potuto far cedere la struttura.

Non avrebbe quindi verificato dove andava inserito il bullone, ma avrebbe soltanto ascoltato la testimonianza dei fatti da parte del personale della casa di cura e visto il bullone accanto al sollevatore. 

Maggiori chiarimenti il 6 maggio,quando la “prova” regina del processo sarà esibita davanti al tribunale. 

Silvana Cortignani


Articoli: Anziana cade dal sollevatore dell’ospizio e muore, il giallo del bullone – Anziana cade e muore all’ospizio comunale, a processo cooperativa


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17 aprile, 2019

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