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Montefiascone - Omicidio stradale - L'imputata era alla guida della vettura che tre anni fa investì e uccise una donna a piedi che portava a spasso uno shitzu

“L’automobilista non poteva vedere il cane della vittima, troppo piccolo”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Montefiascone –  (sil.co.) – La conducente non avrebbe potuto accorgersi del cane a causa del quale avrebbe investito la vittima che lo portava al guinzaglio. Secondo l’anagrafe canina, interpellata dalla difesa, sarebbe stato uno shitzu, troppo piccolo per vederlo dalla macchina.

L’animale sarebbe stato condotto dalla pedona investita a Montefiascone da un’automobilista, la prima persona ad essere rinviata a giudizio per omicidio stradale nella Tuscia, a giugno 2017, dopo l’introduzione del reato.

Sul banco degli imputati un’impiegata falisca sessantenne, difesa dall’avvocato Franco Taurchini.

La donna era alla guida della vettura che il 3 ottobre 2016, in via De Gasperi, a Montefiascone, nei pressi della caserma dei carabinieri, ha investito e ucciso una settantenne che stava portando a spasso il cane. 

Secondo la dinamica ricostruita dal consulente della difesa, ingegnere Andrea Celestini, la vittima sarebbe stata strattonata dal cagnolino, scendendo improvvisamente dal marciapiede al passaggio della vettura guidata dell’imputata, al cui fianco c’era il marito. E l’automobilista non avrebbe potuto prevedere l’impatto, non essendo lo shitzu visibile dell’abitacolo.

Inutile la corsa contro il tempo. L’anziana, una pensionata ancora nel pieno delle sue forze, è deceduta durante il trasporto in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle. Sul posto, per i rilievi di rito, intervennero i carabinieri.

Troppo gravi le lesioni riportate nell’impatto, secondo la relazione del medico legale Fabio Ricci.

“L’automobilista, che andava a 40-45 chilometri orari, non vide il pericolo perchè il pericolo non era visibile”, ha detto il consulente di parte, secondo il quale l’imputata non ha colpe.

La stessa settantenne non avrebbe fatto neanche in tempo ad accorgersi della macchina. Si sarebbe trovata tra il marciapiede e la carreggiata, su un tratto sconnesso e accidentato, con il margine laterale non visibile e la segnaletica scolorita, quando la vettura l’avrebbe colpita alle spalle, lasciandola a terra già priva di conoscenza. 

Secondo il perito della difesa, la pedona, che stava camminando sul marciapiede, sarebbe scesa improvvisamente in strada, forse strattonata dal cagnoglino che portava al guinzaglio.

Si torna in aula il 25 febbraio 2020, quando potrebbe essere ascoltato il marito dell’imputata.

I familiari della vittima, nel frattempo, hanno ritirato la costituzione di parte civile, essendo stati risarciti dell’assicurazione.


Articoli: Investì anziana a spasso col cane, a processo per omicidio stradale – Omicidio stradale, primo rinvio a giudizio nella Tuscia – Investita da un’auto, grave settantenne


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13 aprile, 2019

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