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Inchiesta sul Crea - Pietro Nocchi: "Mi ha comunicato di dimettersi da presidente della Talete, ha una sospensione dai pubblici uffici" - Il 46enne era recluso in casa da inizio marzo

“Salvatore Parlato non è più ai domiciliari”

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Salvatore Parlato

Salvatore Parlato

Pietro Nocchi

Pietro Nocchi

Viterbo – Salvatore Parlato non è più presidente della Talete. Il 46enne, fino al primo aprile al vertice della società che gestisce il servizio idrico integrato nel Viterbese, ha rassegnato le proprie dimissioni con una lettera inviata al presidente dell’Ato Pietro Nocchi. La comunicazione ufficiale è stata anticipata da una telefonata. “Lunedì ho ricevuto la chiamata di Parlato – spiega Nocchi -. Mi ha detto di essere uscito dai domiciliari, ma di avere una sospensione dai pubblici uffici. Da qui la decisione di dimettersi da presidente della Talete e da tutti gli altri ruoli che ricopriva”.

Parlato, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, di cui è presidente, era ai domiciliari dal 9 marzo. A gennaio era stato nominato anche commissario del Consorzio industriale di Rieti.

“Durante la telefonata, al termine della quale mi ha inviato la comunicazione ufficiale delle dimissioni – continua Nocchi -, Parlato mi ha detto di nutrire un bene infinito per la Talete e, per quanto riguarda l’indagine, di essere tranquillo. In questo mese non si è fatto sentire, non solo perché non poteva, ma anche perché era al lavoro per far valere i suoi diritti”.

Per quanto riguarda la società che gestisce il servizio idrico nel Viterbese, il 19 marzo era stato nominato vicepresidente Giuseppe Fraticelli, già membro del Cda.

Sulla scrivania del presidente dell’Ato Pietro Nocchi, oltre alla lettera di Parlato, nei giorni socorsi sarebbe finita anche quella della consigliera Stefania Pierini. Il nocciolo della comunicazione sarebbe stato: se Parlato si fosse dimesso, Pierini sarebbe stata disponibile a lasciare a sua volta. Se così fosse, il cda decadrebbe e si dovrà andare a nuove elezioni.

Ma nella lettera le valutazioni sul futuro del consiglio d’amministrazione della Talete sarebbero diverse, ora tutte in capo alla politica che dovrà decidere il da farsi. Una volta ufficializzato l’addio di Parlato, si è fatta strada anche la possibilità che Pierini non possa lasciare il cda.

Tra le ipotesi, anche la surroga. Nel cda, in questo caso sarebbe pronto a entrare Antonio Assenzo, il cui nome era già stato proposto e votato dai sindaci di riferimento del centrosinistra durante le elezioni di novembre 2018. Se così fosse, Assenzo, insieme agli altri due consiglieri Fraticelli e Pierini, dovranno eleggere il nuovo presidente, scelto fra uno dei tre componenti il cda.


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3 aprile, 2019

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