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Viterbo - A incendiare le polveri l'inchiesta di Internazionale uscita in edicola venerdì - Oggi a Caffeina la presentazione del reportage

Ambientalisti e produttori, è guerra delle nocciole e… della Nutella

di Daniele Camilli

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Eugenio Stelliferi

Eugenio Stelliferi

Nocciole

Nocciole

L'inchiesta di Internazionale

L’inchiesta di Internazionale

Il lago di Vico

Il lago di Vico

Viterbo - Sandra Gasbarri e Famiano Crucianelli

Viterbo – Sandra Gasbarri e Famiano Crucianelli

Caprarola - Pompeo Mascagna, presidente Assofrutti

Caprarola – Pompeo Mascagna, presidente Assofrutti

Viterbo – Nocciole e fitofarmaci, il comune di Caprarola sul piede di guerra. “Facciamola finita di aprire bocca e dargli fiato – ha detto il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi -. Le affermazioni devono essere accompagnate da dati scientifici certi. E bisogna smetterla di dire che il lago di Vico è inquinato per colpa degli agricoltori che usano i fitofarmaci. Siamo pronti a presentare denuncia. Abbiamo già incaricato uno studio legale per verificare l’ipotesi di procurato allarme e danno all’economia del territorio”.

Il primo cittadino del comune dei Cimini lo ha detto chiaro e tondo. Come la nocciola Gentile romana che da decenni caratterizza ormai l’economia del nostro territorio. E lo ha fatto nel corso dei lavori della prima riunione della “Commissione di studio sulle problematiche derivanti dall’uso e abuso dei fitofarmaci” voluta dal prefetto Giovanni Bruno e svoltasi all’inizio della scorsa settimana nella sala Coronas del palazzo del governo in piazza del plebiscito a Viterbo.

“Qualità dell’ambiente e qualità del prodotto non possono essere separati – ha sottolineato Stelliferi -. Chi pensa che gli agricoltori commercializzano prodotti nocivi per la salute, ha visto un film. La nostra è un’agricoltura consapevole. Chi sbaglia va punito. Ma non si può fare di tutta un’erba un fascio. Se poi non si vogliono le nocciole, questa è un’altra cosa. Ma è fondamentale che ognuno controlli il proprio territorio senza attribuire responsabilità ad altri. Basta infatti con chi dice che il lago di Bolsena non deve fare la fine del lago di Vico. Basta. La Ferrero ha deciso di investire da noi perché siamo i migliori mica perché c’è un sindaco senza capelli?”.

Ad incendiare le polveri anche l’inchiesta di Internazionale uscita in edicola venerdì. Oggi la presentazione del reportage al festival Caffeina cultura. Appuntamento alle ore 18,30 al cortile di piazza San Carluccio a Viterbo. Il titolo. “La Ferrero e l’impatto sulle colture delle nocciole tra la Tuscia e la Turchia”. Interverranno l’autore dell’inchiesta Stefano Liberti, il presidente del bio distretto della via Amerina e delle Forre, Famiano Crucianelli, e Roberto Tedeschini della rete degli studenti medi. Modererà l’incontro la segretaria del bio distretto Sandra Gasbarri.  

Il reportage di Liberti ripercorre la storia della famiglia Ferrero “paradigma del capitalismo familiare italiano”, arrivata a un fatturato di oltre 10 miliardi di euro nel 2018. Prodotto di punta: Nutella, l’intramontabile crema al cacao e nocciole dalla ricetta segreta, “presente in 170 paesi” di cui ogni giorno “si consumano 350mila tonnellate: secondo i calcoli della Ferrero, la produzione di un anno coprirebbe una distanza pari quasi a due volte la circonferenza del pianeta”. 

Per soddisfare un fabbisogno tale servono nocciole in quantità, in maggioranza turche ma anche viterbesi. “Con i suoi 22mila ettari, quasi un terzo del totale nazionale, la provincia di Viterbo è la principale area di produzione italiana di nocciole”. “In queste zone – continua l’articolo – le rese sono alte, tra i venti e i trenta quintali a ettaro, il doppio o il triplo di quelle turche”. 

Che l’azienda dolciaria avesse investito sul territorio non era un segreto. Era infatti il 25 ottobre quando il project manager di Ferrero Fabio Piretta annunciava a Caprarola il progetto di aumentare la produzione nazionale di nocciole di ventimila ettari. Per il Viterbese significava qualcosa come 1500 ettari in più in un quinquennio. “Diecimila entro il 2025”, secondo Internazionale. Per Crucianelli i piani della Ferrero si potrebbero trasformare in una “maledizione strategica per tutto il territorio”. Il riferimento è soprattutto all’impatto ambientale delle colture e allo stato di salute del lago di Vico. “Qui si fa un uso eccessivo di chimica – ha dichiarato Crucianelli a Internazionale – e si sta compromettendo un territorio intero, convertendolo in una monocoltura”.

Se poi non bastasse, “nella Tuscia la Ferrero – continua Crucianelli – persegue una logica estrattiva, non valorizza il nostro prodotto e si rifiuta di comprare nocciole biologiche, orientando tutta la produzione verso il convenzionale e l’uso pesante di fitofarmaci”. 

Per Pompeo Mascagna di Assofrutti la nocciola è invece “la coltura che richiede meno trattamenti in assoluto”. Non solo, ma Mascagna trova anche “assurdo parlare di monocoltura, quando abbiamo 22 mila ettari coltivati a nocciola su 260 mila totali nella provincia di Viterbo. E’ meno del 9 per cento. Poi, certo, in alcune aree come il lago di Vico la concentrazione è più alta”.

“Bisogna considerare produzioni più sostenibili, ragionare insieme a tutti i soggetti interessati per portare avanti un sistema di sviluppo più in equilibrio con l’ambiente – ha detto, sempre dalle colonne di Internazionale, il direttore del dipartimento di ecologia e biologia dell’università della Tuscia Giuseppe Nascetti -. Abbiamo parlato con la Ferrero qualche anno fa, per lanciare un progetto pilota con effetti meno negativi sull’ambiente, ma alla fine non se n’è fatto nulla”.

Daniele Camilli


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23 giugno, 2019

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