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Tribunale - Corsi fantasma per operatori sociosanitari - Parla il padre di una vittima al processo contro la parrucchiera 43enne che si spacciava per dottoressa - Quattordici le parti civili che sperano nella condanna

“Ho dato 2230 euro a mia figlia per un posto di lavoro alla Asl inesistente”

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Angelo di Silvio

L’avvocato Angelo di Silvio – Assiste le 14 parti civili

Viterbo – (sil.co.) – Corsi truffa per operatori sociosanitari, conto alla rovescia per la sentenza che è stata rinviata ieri al 18 giugno dal giudice Giovanni Pintimalli dopo avere ascoltato l’ultimo teste dell’accusa. 

Sperano in una condanna le 14 presunte vittime che si sono costituite parti civili (con l’avvocato Angelo Di Silvio) contro la finta dottoressa 43enne di Montefiascone, in realtà una parrucchiera, accusata di truffa per avere promesso posti di lavoro inesistenti alla Asl in cambio della frequentazione a caro prezzo di corsi di formazione inesistenti.

Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 avrebbero sborsato sui 2500 euro a testa sperando di trovare un posto di lavoro sicuro dopo avere frequentato un corso per Oss presso la Asl.  Alcuni si sono perfino licenziati nella speranza di un’occupazione migliore, altri hanno fatto debiti per pagare quello che ritenevano essere un investimento sicuro.

“Mia figlia a ottobre-novenbre 2014 mi ha chiesto 2230 euro dicendo che le servivano per un posto alla Asl. Io ero molto diffidente, sentivo che dietro c’era una truffa, per cui abbiamo anche discusso animatamente. Poi, siccome l’assegno per partecipare all’evento glielo fece il compagno, io agli inizi del 2015 gli ho restituito i soldi. E’ finita come sospettavo, era una truffa, il posto di lavoro non c’era. Lei mi parlò di una donna, ma io non l’ho mai vista”, ha detto l’ultimo di una lunghissima lista di testimoni.

Davanti al giudice Silvia Mattei, assieme ad altre due imputate, la stessa 43enne deve invece rispondere di falso e “vendita o acquisto di cose con impronte contraffatte di una pubblica autenticazione o certificazione”. Anche in questo caso, al centro della vicenda ci sarebbero le solite  promesse di posti di lavoro inesistenti in seguito a un corso per Oss. 

“Mi ha detto di un corso per operatori sociosanitari, parlato di ore di tirocinio da fare presso l’ospedale di Viterbo e di due case di riposo, due strutture a Gradoli e a Bolsena dove tutto era pronto per l’apertura. Quando ho pagato, mi ha dato una specie di contratto in cui c’era scritto che l’attività lavorativa sarebbe iniziata entro e non oltre il 20 marzo 2013”, ha detto una testimone. 

E’ finita che ha smarrito i soldi. Come le vittime del processo giunto al rush finale davanti al giudice Pintimalli, che la mattina del 15 gennaio 2015, alle 7,30, si sono trovate alla Cittadella della salute, per l’inizio di un corso per operatori sociosanitari per il quale, a quanto era stato loro detto, avrebbero potuto, alla fine, vedersi trasformare il contratto sottoscritto in un rapporto a tempo indeterminato.

Invece niente. Volatilizzata la dottoressa, con cui avevano appuntamento, hanno scoperto in breve che né al quarto piano, né altrove erano in programma corsi e che la carta intestata della Asl era simile ma farlocca. Alcuni degli aspiranti corsisti, infuriati, aspettarono l’imputata sotto casa, dove assieme al compagno la donna, forse per prendere tempo, avrebbe negato l’evidenza, insistendo nel dire che il corso si sarebbe fatto. 

E’ stato invece rinviato al 16 ottobre il processo davanti al giudice Mattei. Il 18 giugno, nel frattempo, salvo imprevisti, giungerà al termine quello davanti a Pintimalli. 


Articoli: Corsi fantasma per operatori sociosanitari, spuntano altre vittime della finta dottoressa – Corso fantasma per operatori sociosanitari, finta dottoressa alla sbarra


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6 giugno, 2019

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