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Aggressione al focarone di Bagnaia - Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, in carcere per lo stupro nel pub di Casapound, tra i cinque ragazzi indagati per aver picchiato i membri del gruppo musicale Inna Cantina Sound - Con loro anche Alessandro Bracci che nel 2017 ha rotto il naso con un pugno a un giovane di Vallerano, poi preso a cinghiate da Jacopo Polidori

“Musicisti comunisti di merda, Viterbo è nera e fascista”… e giù calci e pugni

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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi

Alessandro Bracci

Alessandro Bracci

Viterbo – “Un ragazzo tranquillo, come ce ne sono tanti. Non ci aveva mai dato problemi”. Il padre di Riccardo Licci descriveva così il figlio dopo l’arresto del 29 aprile per violenza sessuale di gruppo e lesioni personali aggravate. Riccardo Licci è il militante di Casapound indagato insieme all’amico, nonché ex consigliere del partito di estrema destra al comune di Vallerano, Francesco Chiricozzi per aver stuprato una donna nel pub Old Manners di Viterbo la sera del 12 aprile.

“Un ragazzo tranquillo come ce ne sono tanti”, che “non aveva mai dato problemi”. Eppure sia Licci, 21enne viterbese, che Chiricozzi, 19enne di Vallerano, a gennaio, ovvero tre mesi prima del presunto stupro, erano già finiti nel registro degli indagati per aver “aggredito fisicamente con calci e pugni” tre membri del gruppo musicale Inna Cantina Sound. Inoltre, “sempre con calci”, avrebbero “deteriorato l’autovettura in uso” a una delle vittime, “rompendone gli specchietti retrovisori esterni ed abbozzandone il portellone posteriore”.

Un’aggressione che gli è costata le accuse di percosse, lesioni personali aggravate e danneggiamento, insieme ad altri tre ragazzi. Sempre di estrema destra. Andrea Pressutti, 23enne di Vasanello, Andrea Ena, 23enne nato a Orbetello ma residente a Viterbo, e Alessandro Bracci, 20enne di Vignanello. Nell’avviso della conclusione delle indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Bagnaia, nonché nell’informativa di garanzia, il pm Massimiliano Siddi scrive: “In concorso tra loro e con altri soggetti ancora non identificati, per futili motivi, apostrofandoli ‘musicisti di merda, Viterbo è fascista, comunisti di merda, tornate a casa merde, questa è la nostra terra ed è nera”, hanno aggredito fisicamente con calci e pugni “tre membri del gruppo musicale Inna Cantina Sound. A uno dei tre sarebbero state “provocate lesioni personali guaribili in sette giorni per trauma contusivo zigomatico sinistro”. Inoltre, “sempre con calci, hanno deteriorato l’autovettura in uso” a una delle vittime, “rompendone gli specchietti retrovisori esterni e abbozzandone il portellone posteriore”.

L’aggressione a suon di calci e pugni e al grido di “musicisti comunisti di merda, Viterbo è nera e fascista”, sarebbe avvenuta intorno alle 2 della notte tra il 16 e il 17 gennaio. A Bagnaia, al termine dei festeggiamenti del focarone di sant’Antonio. Mentre gli Inna Cantina Sound, che quella sera si erano esibiti sul palco di piazza XX settembre, stavano caricando gli strumenti in auto. Con un comunicato, il gruppo musicale parlò subito di “aggressione fascista”. Un “inammissibile episodio di violenza e fascismo – scrivevano – contro chi esprime il suo pensiero attraverso la musica. L’aggressione fisica e verbale che abbiamo subito a fine concerto è un fatto grave: siamo stati accerchiati e insultati per i versi delle nostre canzoni da un gruppetto di fascisti, e uno di noi è finito al pronto soccorso per i pugni ricevuti. Evidentemente questa è la gente che ancora oggi c’è in Italia, ma noi non smetteremo di cantare la nostra musica e portare avanti le nostre idee. Nonostante le minacce, non ci fermeremo mai nel portare avanti un messaggio antifascista e antirazzista e nel combattere ogni giorno per un mondo migliore. L’Italia non sarà mai nera”.

Oltre che per l’aggressione agli Inna Cantina Sound, Francesco Chiricozzi, Riccardo Licci e Alessandro Bracci risultano coinvolti in altri episodi di violenza avvenuti nel Viterbese negli ultimi due anni. Licci e Chiricozzi hanno stuprato, secondo gli inquirenti, una 36enne nel pub di Viterbo Old Manners in piazza Sallupara. Il locale fino a poco tempo fa compariva anche nell’elenco delle sedi ufficiali di Casapound sul sito del partito di estrema destra.

Il nome di Chiricozzi spunta, insieme a quello di Bracci, pure nelle carte sull’aggressione neofascista di Vignanello della notte tra l’11 e il 12 febbraio 2017. Per aver picchiato ferocemente l’allora 24enne di Vallerano, Paolo, sono stati condannati in primo grado Jacopo Polidori, presidente di Casapound Cimini e dal 2018 consigliere del partito di estrema destra al comune di Vallerano, e il militante Luca Santini.

Paolo è stato picchiato ferocemente all’uscita da una pizzeria di Vignanello, vicino un parco. “La vittima – riepilogano gli inquirenti -, alla sua uscita dal locale, ha avuto la netta sensazione che Chiricozzi stesse svolgendo funzioni di palo. Subito dopo è stato inseguito e raggiunto da Santini e Bracci, che durante l’inseguimento urlava ‘hai offeso CasaPound’ e che lo ha quindi colpito al naso con un pugno, e dallo stesso Chiricozzi. I tre sono poi stati raggiunti da Polidori che si è sfilato la cintura e, dopo aver battuto la fibbia sul palmo della mano, lo ha attinto con quattro o cinque cinghiate”.

Una vera e propria “azione punitiva”, per gli inquirenti. Paolo è “colpevole” di aver condiviso su Facebook una vignetta satirica che recitava: “Chi mette il parmigiano sulla pasta col tonno non merita rispetto”. Ma ci sarebbe anche un’altra frase sgradita ai militanti: “Chi scappa dalla guerra*, abbandonando genitori, mogli e figli, non merita rispetto. *Tipo il Duce”. Tra un pugno e una cinghiata, quella notte, a Paolo hanno urlato: “Fatti i cazzi tuoi, non prendere in giro CasaPound”. E mentre era già a terra col volto ridotto a una maschera di sangue, si sarebbe sentito dire: “Io non ti tocco, ma tu non devi più rompere il cazzo a CasaPound”. Un’aggressione che gli inquirenti hanno definito, fin dalla prima ora, come politica.

L’indagine sul pestaggio di Vignanello è stata caratterizzata anche dal sequestro di alcuni cellulari, dai quali sono emersi “numerosi messaggi scambiati via Whatsapp che hanno permesso – scrivono gli inquirenti – di ritenere accertato che è stato Bracci a causare, con un pugno, la frattura delle ossa nasali a Paolo, procurandosi lesioni alla mano”. In un altro sms, inviato da Bracci a Polidori la sera successiva all’aggressione, “emerge – continuano gli inquirenti – che Bracci aveva pensato, in ragione alla sua minore età (aveva 17 anni, ndr), di accollarsi tutta la responsabilità dell’accaduto in via esclusiva”. Ma da Polidori avrebbe ottenuto un “netto rifiuto”. “Non ci pensare nemmeno – gli avrebbe risposto il presidente di CasaPound Cimini -. Ma tanto ora non ha senso fare le ammissioni di colpa”.

Da altri messaggi “emergeva anche che Chiricozzi (pure lui 17enne, ndr) aveva svolto la funzione di palo e traspariva esplicitamente la preoccupazione per le conseguenze che l’attività avrebbe potuto determinargli”.


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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 giugno, 2019

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