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Tribunale - Oggi la difesa chiederà una perizia telefonica sul cellulare dell'imputato - L'autotrasportatore fu arrestato l'8 febbraio a Grotte di Castro con 46 chili di droga

“Il camionista non sapeva della cocaina nascosta nel carico di patate”

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Guardia di finanza

Guardia di finanza

Grotte di Castro – (sil.co.) – “Il camionista non sapeva della cocaina nascosta nel carico di patate”. Suddivisa in 39 panetti, la droga era occultata in un doppio fondo ricavato in un comparto del vano di custodia della ruota di scorta, sul lato destro del rimorchio.

Che fosse del tutto ignaro dell’ingente carico di stupefacente lo sostengono gli avvocati dell’autotrasportatore arrestato lo scorso 8 febbraio a Grotte di Castro con 46 chili di droga dalla guardia di finanza. In base alle analisi, dallo stupefacente sarebbe stato possibile ricavare 207.172 dosi medie singole.

Le fiamme gialle, che stavano indagando su un presunto traffico internazionale di cocaina, hanno intercettato e seguito il tir sospetto al suo ingresso in Italia proveniente dall’Olanda. Il mezzo è stato poi bloccato e perquisito una volta giunto nel Viterbese, non appena scaricate le patate da seme al consorzio Ccorav, che raggruppa i produttori della zona. 

Imputato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente è Angelo Carmelo Flore, un 65enne pugliese originario di Ostuni, in provincia di Brindisi, dove attualmente si trova ai domiciliari.

L’uomo viaggiava a bordo della motrice, con l’ingentissima quantità di stupefacente nascosta nel rimorchio. Per questo oggi la difesa, giorno del processo, chiederà al gip Francesco Rigato di procedere col rito abbreviato, condizionato a una perizia telefonica sul cellulare dell’imputato.

“Siamo certi che dall’esame del cellulare del nostro assistito emergerà la sua totale estraneità alle accuse che gli vengono rivolte. Lui di mestiere fa l’autotrasportatore e nel caso specifico era convinto di trasportare semplicemente un carico di patate da seme dall’Olanda all’Italia”, spiega l’avvocato De Santis, augurandosi che il giudice, super partes, accolga la richiesta. 

Dopo tre mesi a Mammagialla, lo scorso maggio Flore ha ottenuto gli arresti domiciliari. Dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato del pm Franco Pacifici, invece, i difensori Samuele De Santis del foro di Viterbo e Lolita Maria Buonfiglio Tanzarella del foro di Brindisi hanno chiesto il processo con l’abbreviato, rito che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. 


Articoli: Tir carico di patate e cocaina, abbreviato per il camionista – Megasequestro di cocaina, giudizio immediato per il camionista – “Grati alla finanza per il carico arrivato a destinazione” –  Sequestrati 43 chili di cocaina a Grotte di Castro


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26 luglio, 2019

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