Viterbo – Processi infiniti per imputati e vittime col blocco della prescrizione che scatterà dal primo gennaio dopo il giudizio di primo grado. E’ il motivo della cinque giorni di astensione proclamata a livello nazionale dagli avvocati penalisti, da lunedì ad oggi, venerdì 25 ottobre, contro la riforma al via dal primo gennaio 2020.
Oggi anche a Viterbo, come sollecitato dall’avvocato Luigi Sini per l’Organismo congressuale forense, è stata inoltre indetta un’astensione generale dell’intera avvocatura.
“E’ stata indetta a livello nazionale dall’Ocf, andando quindi oltre il ‘recinto penale’ in quanto la questione della prescrizione penale prevista dalla cosiddetta legge Spazzacorrotti riguarda tutta l’avvocatura, presagendo gravi conseguenze sulla ‘civiltà’ sistema giurisdizionale penale, sul processo, sui diritti fondamentali dei cittadini, definendo la portata come ‘distorsiva’ e ‘giustizialista’. Per tale motivo l’Organismo, allargando l’astensione dalle udienze a ogni settore forense, intende dare un segnale di reazione unitaria, da parte della globalità dell’avvocatura, non limitando lo sciopero ai soli penalisti”, spiega Sini.
A Viterbo le motivazioni dello sciopero in corso sono state illustrate lunedì dal rappresentante dell’Organismo congressuale forense Luigi Sini, dal presidente della camera penale Roberto Alabiso, dal presidente dell’ordine Marco Prosperoni, dalla responsabile della camera civile Rosita Ponticiello e dai vertici delle associazioni Aifa e Aiga, Elena Tosini e Angelo Poli.
Il presidente della camera penale Roberto Alabiso, coi colleghi Marco Russo, Sergio e Andrea Racioppa, era tra gli 800 penalisti che si sono riuniti domenica a Taormina, dove si è tenuto il Congresso straordinario delle camere penali italiane e dove sono stati presentati i dati Eurispes relativi al periodo maggio-settembre 2019. A questi si affiancano i dati ufficiali relativi al 2017 e al primo semestre del 2018 della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa del ministero di giustizia.
Su 13.600 processi (su un totale di milione e 800mila pendenti) campionati dall’Eurispes in 32 sedi di tribunale, un rinvio su quattro – in media a cinque mesi di distanza – è legato a disfunzioni. Si va dall’assenza dei testimoni agli errori nella loro convocazione, dalle notifiche omesse o sbagliate a imputati e difensori alle carenze logistiche della macchina giudiziaria.
Matura prima del processo il 53 per cento delle prescrizioni
Secondo i dati ufficiali relativi al 2017 e al primo semestre del 2018 della Direzione generale di statistica e analisi organizzativa del ministero di giustizia, nel 2017 il 53 per cento delle prescrizioni (66.904) è maturato in fase indagini, ufficio gip/gup; il 22 per cento davanti al tribunale ordinario (27.436); il 23 per cento in appello (28.185 casi); solo il due per cento davanti al giudice di pace (2.494).
Processi falcidiati dall’assenza dei testimoni
Secondo i dati elaborati dall’istituto statistico Eurispes, non è lo stop alla prescrizione dopo il primo grado la cura delle lungaggini della giustizia. A rallentare i processi, anche a Viterbo, sarebbero infatti nella stragrande maggioranza dei casi le assenze dei testimoni e i vizi di notifica.
Stupisce sicuramente i più scoprire come a rallentare il corso della giustizia siano gli stessi cittadini che, quando sono chiamati a testimoniare, farebbero carte false pur di evadere quello che è un obbligo di legge, arrivando a non presentarsi anche più volte in aula senza alcuna giustificazione e finendo col farsi sanzionare con pesanti multe, anche di 200-300 euro, da versare nella cosiddetta cassa delle ammende.
Ben l’8,3 per cento delle udienze viene rinviato per l’assenza di testi regolarmente citati dall’accusa, mentre l’1,5 per cento per l’assenza di testi citati dalla difesa.
Prescritta una sentenza su dieci, mentre oltre il 25% sono assoluzioni
Una sentenza su dieci viene prescritta, mentre più del 25 per cento (un processo su quattro) si chiude con un’assoluzione. Sullo stesso campione di 13.600 processi monitorati, il 43,7 per cento (2.807) è finito con una condanna, il 26,5 per cento sono finiti in prescrizione, il 25,8 per cento con assoluzioni nel merito, il 4 per cento con la dichiarazione di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Silvana Cortignani
Articoli: “Riforma della prescrizione? Deriva populista e forcaiola, siamo pronti al referendum” – Contro la riforma della prescrizione, stop di cinque giorni dei penalisti
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