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Sedicenne morta in casa - Rachele Grazini, sorella di Aurora: "Se n'è andata quando nessuno se lo sarebbe mai immaginato. Era bella, sorridente e solare"- Ieri più di tre ore di autopsia al cimitero di Viterbo - Oggi i funerali nella chiesa di San Flaviano a Montefiascone

Sedicenne morta, documenti e testimonianze hanno portato all’avviso di garanzia per il primario Angelini

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Viterbo - Daniele Angelini, primario pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Daniele Angelini, primario pronto soccorso di Belcolle

Aurora Grazini

Aurora Grazini

Rachele Grazini

Rachele Grazini

Viterbo - San Lazzaro - Il tempio crematorio dove si eseguono le autopsie

Viterbo – San Lazzaro – Il tempio crematorio dove si eseguono le autopsie

Viterbo - Il medico legale Benedetta Baldari all'uscita del tempio crematorio

Viterbo – Il medico legale Benedetta Baldari all’uscita del tempio crematorio

Viterbo - San Lazzaro - Il tempio crematorio dove si eseguono le autopsie

Viterbo – San Lazzaro – Il tempio crematorio dove si eseguono le autopsie

Viterbo – (r.s.) – Documenti e testimonianze, raccolti in questi primi giorni d’indagine ma sui quali c’è il massimo riserbo da parte degli inquirenti, hanno portato la pm Eliana Dolce a iscrivere il medico Daniele Angelini nel registro degli indagati per la morte di Aurora Grazini. Angelini, 49enne di Civita Castellana, dal 2005 è primario del pronto soccorso dell’ospedale Belcolle di Viterbo. Venerdì è stato lui ad aver visitato la 16enne, morta sabato mattina nella sua casa a Montefiascone. Ieri al medico è arrivato l’avviso di garanzia per omicidio colposo.

“Nell’ambito delle attività investigative relative al decesso della giovane Aurora Grazini, avvenuto nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 febbraio – spiegano procura e carabinieri -, è stato notificato un avviso di garanzia a un medico dell’ospedale di Belcolle al fine di poter effettuare, con le tutele di legge, tutti gli accertamenti necessari”. Tra questi, anche l’autopsia.

L’esame post mortem si è svolto ieri al cimitero San Lazzaro di Viterbo: iniziato intorno alle 15 e 30, si è concluso poco prima delle 19. Il medico legale Benedetta Baldari, incaricato dalla pm Dolce, si è preso sessanta giorni di tempo per consegnare la relazione. Il quesito formulato dal magistrato era il più ampio e inclusivo possibile: “Effettuare ogni accertamento utile al fine di individuare l’esatta causa del decesso di Aurora Grazini”. Per questo sarebbero stati svolti pure i test tossicologici e istologici, per accertare anche se la 16enne fosse affetta da patologie o malformazioni congenite mai diagnosticate.

All’autopsia hanno preso parte anche i medici legali Daniele Cimarello e Dalila Ranalletta. Il primo è il consulente della famiglia Grazini, difesa dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. Il secondo, invece, del primario del pronto soccorso di Belcolle, Angelini. “Nelle prossime ore incontrerò il mio assistito – si limita a dire l’avvocato Fabrizio Ballarini, che difende l’indagato insieme al legale Enrico De Paolis -. Per il momento, attendiamo l’esito dell’esame autoptico”. Esame autoptico che, per procura e carabinieri, “potrebbe apportare ulteriori elementi all’indagine”.

Ieri al cimitero di San Lazzaro anche i genitori di Aurora: mamma Anna Maria Gambetta e papà Gianluca. Oggi, insieme alla primogenita Rachele, ai nonni, agli zii e ai cugini, diranno addio alla 16enne. I funerali si terranno alle 15 nella chiesa di San Flaviano a Montefiascone, e in tantissimi si stringeranno al loro dolore. Come Veronica, tre le migliori amiche di Aurora, che chiamava con il diminutivo “Rora”. “Non so – si chiede sui social – se il posto dove sei ora è migliore di quello dove stavi. So solo che il tuo posto era qui con noi, che ti amavamo, ti amiamo e lo faremo per sempre. Grazie bambola, per tutto. Sorridimi come sai fare tu, anche da lassù, e non lasciarmi mai da sola. Mi hai accolta nella tua vita come se ci fossi stata dal primo istante, mi hai sorriso e mi hai detto che mi avresti aiutato. E così hai fatto. Fino all’ultimo sei stata con me”.

C’è rammarico, invece, nelle righe di Giada. “Non riuscirò mai a mettermi l’anima in pace. L’ultima volta che ci siamo viste non ci siamo nemmeno abbracciate, tanto ci saremmo riviste il giorno dopo. E invece no. Ora sto qui con un vuoto dentro, con una parte di me che se ne è andata. Non scorderò mai tutto ciò che abbiamo passato insieme. Tutti i sorrisi, tutte le stronzate fatte, le figure di merda, ma soprattutto di quando avevamo deciso di iniziare a studiare insieme per poi poter prendere la patente. Non mi scorderò mai della ragazza che eri. Da lassù continua a fare tutto quello che facevi con me, con noi. Facevi sempre tutto con quel bel sorriso. Una cosa è certa: noi non ci saremmo mai divise, perché il bene che provavamo l’una per l’altra era veramente tanto. E così sarà per sempre, perché tu sei e sarai sempre ovunque. Ti ricorderò sempre con quel sorriso spettacolare. Sarai sempre con me. In qualsiasi posto, in qualsiasi cosa io farò”.

Poche invece le parole di Rachele Grazini, rivolte direttamente alla sorella Aurora. Anche perché, come scrive, “non ci sono parole per descrivere questo momento e il vuoto che hai lasciato dentro me e dentro tutte le persone che ti conoscevano e ti volevano bene. Te ne sei andata così, quando nessuno se lo sarebbe mai immaginato. Eri così bella. Sempre sorridente e solare, anche durante le difficoltà. Ora è difficile accettare tutto questo, ma so che ce la devo fare per te, perché tu non vorresti vedermi così. Sei la stella più bella di tutto l’universo. Vola in alto angelo mio”.

Aurora è morta sabato mattina. Nel primo pomeriggio del giorno precedente, venerdì, un’ambulanza l’ha portata al pronto soccorso di Belcolle per problemi respiratori e dolore al cuore. Ma la Asl di Viterbo sostiene avesse solo ansia e crisi di pianto. Il medico le avrebbe dato quindici gocce di En, un ansiolitico, e fissato un appuntamento dal neuropsichiatra infantile: il percorso di sostegno psicologico sarebbe dovuto iniziare alle 10 del lunedì successivo. Aurora, con al fianco la madre, sarebbe arrivata in ospedale alle 14,48. Alle 15,29 le dimissioni. Ma a casa avrebbe continuato a lamentare crisi respiratorie e una certa debolezza. La mattina del giorno dopo il decesso, a soli 16 anni.

Sulla morte della ragazza, oltre alla procura, anche la Asl di Viterbo ha aperto un’inchiesta. Interna, il cosiddetto audit clinico. Mentre il ministro della salute Roberto Speranza ha inviato gli ispettori all’ospedale di Belcolle. Sono arrivati intorno alle 15 di lunedì e si sono intrattenuti per circa quattro ore. L’obiettivo della task force era capire se il sistema di presa in carico di Aurora e le procedure cliniche eseguite siano state effettuate correttamente e se tutto quello che si poteva e si doveva fare sia stato fatto. Per gli accertamenti gli ispettori, accompagnati dai vertici Asl, hanno visionato referti, documenti e ascoltati i medici.


Articoli: Sedicenne morta, indagato il primario del pronto soccorso Daniele Angelini – Sedicenne morta, avviso di garanzia a un medico di Belcolle – Sedicenne morta in casa, in corso l’autopsia


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 febbraio, 2020

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