Montefiascone – Un minuto di silenzio per ricordare Aurora Grazini, la ragazza di 16 anni mortaio casa la mattina di sabato scorso in una villetta di via Fiordini a Montefiascone.
Un minuto di silenzio, alla prima ora, appena suonata la campanella. Nella scuola che Aurora Grazini frequentava. L’istituto superiore Carlo Alberto Dalla Chiesa, dedicato al generale dei carabinieri ucciso a Palermo dalla mafia il 3 settembre 1982.
Una morte improvvisa, che ha scosso gli studenti della scuola frequentata dalla ragazza. Studenti responsabili, anche loro in attesa dei risultati dell’autopsia, prevista per oggi. Per capire anche loro che cosa possa essere successo a cavallo tra venerdì, quando Aurora è stata portata all’ospedale dai familiari e subito dopo dimessa, e sabato, giorno della tragedia.
“Farsi un’idea in questi casi è sempre molto difficile – dice Lorenzo -. Aspettiamo anche noi l’esame autoptico per vedere cosa le è successo. Nel frattempo abbiamo fatto un minuto di silenzio e messo uno striscione in suo ricordo fuori dalla scuola”.
“Aurora vola in cielo – sta scritto sullo striscione all’esterno – e riposa in pace”. A firmarlo, “la Viterbo Ultras”.
L’istituto si trova in via Aldo Moro, in quella parte di periferia a Montefiascone che guarda verso Bolsena. Lì attorno bar, zone residenziali e le fermate degli autobus che ogni giorno portano i ragazzi a scuola venendoseli poi a riprendere quando escono, attorno alle 13, 13,30. Poco distante la stazione dei carabinieri.
“L’ospedale ha fatto quello che poteva – confida Martina, anch’essa una studentessa della scuola – ma mi sa strano che non se ne siano accorti. Che al Belcolle non si siano accorti che stava male. Purtroppo è andata come è andata”.
“Siamo sconvolti e dispiaciuti – aggiunge Ilaria – Però a sedici anni non si può fare questa fine. Non si può morire così giovani”.
L’istituto Dalla Chiesa conta oggi 960 studenti. Una scuola d’eccellenza, un punto di riferimento per tutta la Tuscia. Più volte premiata e altrettante volte classificata tra le migliori scuole della provincia dal rapporto che pubblica ogni anno la Fondazione Agnelli. Cinque gli indirizzi proposti agli studenti. I licei classico, linguistico e scientifico. E gli istituti tecnico economico e tecnico tecnologico. Di questi ultimi due, il primo è articolato in amministrazione, finanza e marketing. Il secondo, ambiente, costruzioni e territorio.
Nel Ptof 2019-2022, il Piano triennale offerta formativa della scuola, pubblicato on line, si legge: “Risulta che il contesto, nel quale opera l’Istituto è caratterizzato da un indice Escs medio-alto, i gruppi sociali sono piuttosto omogenei, sono scarsi i fenomeni di ostilità o devianza, e il tenore di vita è generalmente buono”.
L’acronimo Escs non è altro che la denominazione internazionale dell’indicatore dello status socio, economico e culturale degli studenti. Un indicatore che tiene conto di tre fattori. Il lavoro dei genitori, il livello di istruzione degli stessi e il possesso da parte degli studenti di alcuni specifici beni materiali, vale a dire l’esistenza o meno di un contesto economico e culturale favorevole all’apprendimento.
Tuttavia, “si registra – prosegue il Ptof della scuola che frequentava Aurora – una differenza fra i due indirizzi dell’Istituto, con prevalenza di alte richieste di performance avanzate dalle famiglie degli studenti dei licei, mentre il livello di attesa in ragione del successo scolastico degli studenti iscritti ai tecnici è mediamente più basso. In generale si registrano relazioni di fiducia e di collaborazione sia con le famiglie sia con le altre agenzie ed enti del territorio. Le famiglie, in particolare, partecipano alla definizione e sostengono il progetto formativo della scuola, anche mediante contributi volontari significativi”.
“Abbiamo un po’ tutti delle perplessità – conclude un altro studente, in attesa del bus che lo riporterà a casa -, e questo in merito alla scelta dell’ospedale di farla ritornare a casa. Poi abbiamo saputo che s’era lasciata con il ragazzo e questa cosa l’aveva resa triste, un po’ depressa. Anche i genitori pare che non ne sapessero niente del fatto che si fossero lasciati. Resta comunque un dramma inaspettato. Perché dalle nostre parti queste cose di solito non si sentono. E non succedono”.
Daniele Camilli
Fotocronaca: Borgo Trapé – I carabinieri tornano a casa di Aurora Grazini – Giovane morta in casa
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