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Tribunale - Maxirissa fuori dalla discoteca - Parla il giovane accusato di avere tentato di uccidere un coetaneo - Ai giudici: "Ho raccolto un legno per difendermi mentre mi aggredivano in gruppo"

“Uno mi ha dato del negro di merda, poi mi hanno rincorso fuori del locale”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Capranica – (sil.co.) – Maxirissa fuori la discoteca Le Saline la notte tra il 6 e i 7 settembre 2013, è ripreso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone il processo per rissa a sei imputati.

Tra loro il giovane che ha avuto la peggio, Giorgio Piferi, che è anche parte civile con gli avvocati Roberto e Francesco Massatani, mentre un altro è accusato anche di tentato omicidio per averlo colpito alla testa con un bastone.

Proprio il giovane accusato di tentato omicidio, un ragazzo di colore, ha rilasciato spontanee dichiarazioni in aula, fornendo al tribunale la sua versione dei fatti avvenuti quella sera. I difensori del giovane sono convinti che per il loro assistito si possa parlare di legittima difesa. 

“Quella sera – ha detto l’imputato – ero in discoteca con alcuni amici quando sono stato avvicinato da un uomo che mi ha dato del ‘negro di merda’ dicendomi ‘vattene via, noi qui non ti vogliamo’. Uno dei miei amici è intervenuto, difendendomi a parole. Anche i suoi amici sono intervenuti, scaraventandomi a terra e colpendomi con calci e pugni, finché non sono venuti i buttafuori che ci hanno fatto uscire”, ha spiegato.

La rissa al centro del processo è avvenuta successivamente all’episodio avvenuto all’interno del locale, all’esterno della discoteca verso le 4 del mattino. Coinvolti due gruppi di ragazzi, uno di Sutri e uno di Capranica. 

“Mentre andavamo a riprendere le auto, sono usciti anche loro, ci hanno rincorso e ci hanno aggredito in gruppo. Io ho avuto paura e li ho cacciati via con un legno che avevo raccolto per terra e che poi mi è scivolato dalle mani. A quel punto sono fuggito, mentre loro mi inseguivano, nascondendomi in un noccioleto mentre mi cercavano e tornando a casa a piedi quando hanno smesso. La mattina dopo, senza sapere cos’altro era successo, sono andato subito in caserma a sporgere denuncia per l’aggressione che avevo subito in discoteca”.

La difesa ha chiesto l’acquisizione della sentenza di condanna per lesioni con cui si è chiuso il processo a carico dell’aggressore, celebrato davanti al giudice di pace: “Un processo che abbiamo chiesto inutilmente venisse unito a questo davanti al collegio perché si tratta degli stessi fatti”. 

Secondo il perito super partes nominato dal tribunale. la dottoressa Mariarosaria Aromatario, il mezzo usato e i colpi ricevuti avrebbero potuto provocare la morte della vittima qualora Giorgio Piferi non fosse stato soccorso tempestivamente. Le stesse conclusioni cui era giunto il perito di parte, professor Massimo Lancia. Subito soccorso, il giovane fu portato prima all’ospedale di Belcolle e subito trasferito al policlinico Gemelli di Roma, dove giunse in gravissime condizioni, col cranio fracassato.

Il processo riprenderà il prossimo 8 aprile con la requisitoria del pubblico ministero Franco Pacifici, quindi toccherà alle difese, infine la sentenza. 


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13 febbraio, 2020

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