Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “A preoccupare è l’impiego disinvolto della narrativa bellica da parte dei governi per descrivere l’attuale emergenza”. Questo scriveva solo un paio di giorni il quotidiano Avvenire non certo un quotidiano anarcoinsurrezionaiista.
Eppure, nonostante il momento difficile e l’emergenza nazionale, assistiamo in questi giorni a scellerate quanto inaccettabili dichiarazioni di organi istituzionali, sindaci e consiglieri, dal tono vagamente autoritario ma tecnicamente eversive poiché incitano ed auspicano ad attentare all’ordine costituzionale.
Mi riferisco tra le tante (purtroppo) alle uscite del sindaco di Tarquinia del vice sindaco di Tuscania e in ultimo dal consigliere di maggioranza di Viterbo Galati.
Tali affermazioni sono ancora più gravi quando provengono come detto da organi istituzionali o peggio da rappresentanti delle forze dell’ordine, atti e comportamenti per i quali i superiori gerarchici e l’autorità giudiziaria non potranno esimersi dal procedere con l’apertura di un fascicolo, visto che in questo paese vige ancora il principio della obbligatorietà della azione penale.
In un momento in cui sembra che le drammatiche decisioni del Governo Conte possano farci intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel è necessario per prima cosa non cadere nella trappola degli “sfascisti” che vorrebbero gettare il paese nel caos ma tuttavia non possiamo abbassare la guardia nei confronti di chi vede in questa tragedia un’ottima occasione per tentare di comprimere le libertà dei cittadini, in un momento in cui l’autoritarismo populista, infarcito di fake news e di “procurati allarmi”, rischia di sembrare più efficiente nella risoluzione dei problemi che invece il governo con difficoltà errori ma grande senso di responsabilità e dello Stato sta affrontando nel rispetto dell’assetto istituzionale vigente.
Ciò detto, a maggior ragione come forza civica, non solo non ci faremo intimidire ma resteremo vigili nel denunciare tutti quei tentativi e quella pulsioni autoritarie contrarie alla nostra Costituzione (e dunque lo ripetiamo eversive) che cerchino di screditare le istituzioni e i suoi rappresentanti non facendo onore ai tanti servitori dello stato (medici infermieri lavoratori forze di polizia) impegnati in questi giorni nella difesa dei diritti fondamentali dei cittadini (primo fra tutti quello alla salute) incarnati dalla nostra Costituzione Repubblicana.
“I militari per strada: il vero rischio è che poi ci restino” sintetizzava sempre Avvenire e aggiungiamo noi oggi non siamo in guerra ma anche se lo fossimo come diceva il primo ministo francese Clemenceu, il padre della vittoria francese, “la guerra è una questione troppo seria per essere lasciata nelle mani dei militari”.
Giacomo Barelli consigliere comunale Viterbo capogruppo Forza Civica
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