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Viterbo - L'addio della città e degli amici a Raffaele Trua, detto Roccia, il giovane morto dopo essersi schiantato con la moto sulla Sammartinese

“Ti immagino mentre cerchi un punto per salire, nella tua ultima arrampicata verso il cielo…”

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Raffaele Trua

Raffaele Trua

Raffaele Trua

Raffaele Trua

Viterbo – Ha mollato la presa dopo tre giorni, troppo gravi le ferite riportate in quel maledetto schianto sulla Sammartinese. Raffaele Trua, 21 anni, è morto venerdì sera al policlinico Gemelli di Roma, dove i medici hanno fatto l’impossibile per cercare di salvargli la vita.

“Fa male il cuore. Fa di un male tremendo”, scrive Arianna su Facebook, che ricorda Raffaele per la sua immensa gentilezza. “Un ragazzo di quelli che, quando viene in pizzeria, chiede per favore e ti dice grazie”.

Un ragazzo pieno di valori. Valori che, con amore, gli hanno insegnato mamma Bettina e papà Antonio. “Una famiglia così luminosa – sottolinea Gioia -, spezzata da questa tragedia”. Raffaele lascia anche due fratelli e un’intera città, quella di Viterbo, incredula e sotto shock per una morte così improvvisa quanto prematura. In tantissimi si stanno stringendo al dolore lancinante della famiglia Trua, molto stimata in tutta la provincia.

Anche Raffaele era conosciuto e ben voluto. “Un’anima bella”, scrive Anna Maria. “Un ragazzo eccezionale con tutti”, aggiunge Michele. I suoi amici lo chiamavano “Roccia”, come quelle che amava scalare e sulle quali poteva arrampicarsi. “Sulla montagna io ti immagino mentre cerchi un punto per salire lassù, in cima, tra le vette che si uniscono al cielo in questa ultima tua arrampicata”. Questo è l’addio di Fabio, per il quale Raffaele “non era un amico ma una persona di famiglia”. Insieme condividevano anche la passione per i vini.

E di passioni Raffaele ne aveva tante. Quella per i cavalli, l’acqua, la pallanuoto, il climbing, il tennis. “Anni fa – racconta Gioia – è stato un mio allievo di tennis. Avrà avuto 10, 11 anni. Un visionario geniale. Gli occhi più profondi e visionari che abbia mai visto”. Quegli occhi azzurri che, insieme ai capelli biondi e ricci, lo avvicinavano a un angelo. Era un bel ragazzo Raffaele, con il fisico scolpito con la fatica e il sacrificio dello sport.

Ora resta immortalato nelle foto pubblicate sui social. Come quella, in bianco e nero, condivisa poche ore prima dell’incidente. Lo sguardo a mirare l’infinito e dietro la piscina della Tenuta Santa Lucia di papà Antonio e mamma Bettina. “Confagricoltura Viterbo-Rieti – è il cordoglio del presidente dell’organizzazione Remo Parenti – e tutta l’agricoltura viterbese piangono la scomparsa di Raffaele Trua. Uno dei nostri figli prediletti. Ci stringiamo ancora increduli a Bettina e Antonio colpiti da questa immane tragedia”.

Raffaele era un ragazzo solare, divertente e sempre disponibile. “Mancherà il tuo sorriso – afferma Anna -, la tua simpatia, la tua sensibilità. Mancherai tu, che sei una persona indimenticabile”.

Il giovane è morto venerdì al policlinico Gemelli di Roma. Ha lottato per tre giorni, con tutte le sue forze, dopo il terribile schianto di martedì sera sulla Sammartinese. Intorno alle 20, per cause in corso d’accertamento da parte della Polstrada, ha sbandato con la moto, ne ha perso il controllo, è finito fuori strada per poi schiantarsi violentemente contro un albero nei pressi del cimitero di San Martino al Cimino. I sanitari del 118 lo hanno trovato in condizioni disperate ed elitrasportato in codice rosso al policlinico della Capitale, dove ha subito una delicatissima e lunghissima operazione. Ma le serie fratture e ferite riportare su diverse parti del corpo e soprattutto il gravissimo trauma cranico non gli hanno lasciato scampo.


Articoli: La città sotto shock per la morte di Raffaele Trua – Raffaele Trua è morto – Raffaele Trua lotta tra la vita e la morte – Va a sbattere contro un albero con la moto, gravissimo ex giocatore di pallanuoto


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28 giugno, 2020

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