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Tribunale - Prima della sentenza il collegio vuole esaminare le denunce - Sono state presentate dopo ben otto mesi

Maresciallo accusato di concussione: “Mai chiesto soldi alla vittima di uno strozzino”

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Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi


Viterbo – (sil.co.) – Si avvia verso la conclusione il processo al maresciallo dei carabinieri accusato di concussione da un uomo che aveva appena salvato facendo arrestare il suo strozzino.

Ieri è stato interrogato in aula l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Vejano, Santo Antonio Catanzariti, mentre il prossimo 10 marzo sono previste discussione e sentenza. Prima, però, il collegio vuole esaminare le due denunce, presentate dopo ben otto mesi dalla presunta vittima, la cui posizione processuale i giudici vogliono valutare.

Durissimo il pm Massimiliano Siddi, che ha subito ricordato all’imputato come, poco prima dei fatti contestati, risalenti a fine 2015-gennaio 2016, avesse patteggiato una condanna per essersi appropriato, al momento della restituzione, di denaro sequestrato durante un arresto. “Lei, durante l’interrogatorio, si giustificò dicendo che aveva difficoltà economiche per dei gravi problemi familiari”, gli ha ricordato. 

Il militare, che nell’estate 2015 aveva ricevuto un encomio solenne per avere salvato la vita di una persona, a settembre 2016 – ben otto mesi dopo i fatti per cui è finito a processo – è stato denunciato da un insegnante di Canale Monterano, B.B., che aveva per l’appunto salvato pochi mesi prima da un usuraio, un pregiudicato di Manziana, W.M., arrestato in flagrante il 13 ottobre 2015 mentre si faceva consegnare 300 euro in contanti dalla vittima.


“Ho dato al maresciallo 900 euro in contanti”

“Io di lui mi fidavo ciecamente, mi aveva appena salvato la vita”, ha raccontato la presunta vittima in aula all’udienza del 19 febbraio 2020, parlando del suo rapporto con l’allora comandante della stazione di Vejano. 

“Dopo l’arresto, tra fine 2015 e il 12 gennaio 2016, il maresciallo mi chiamò dicendomi che aveva rintracciato tre dei quattro assegni che avevo fatto a W.M., ma che non erano stati trovati a casa sua perché li aveva girati ad altre persone. Mi disse che dovevo dargli i soldi per coprirli, così li portava al pm di Civitavecchia, altrimenti il difensore dell’usuraio avrebbe potuto trovare dei cavilli per farlo scarcerare”, ha proseguito.

“Io ero terrorizzato per cui gli ho dato circa 900 euro in contanti che, a detta sua, mi avrebbe restituito”, ha raccontato, spiegando che avrebbe continuato a ricevere minacce dal suo aguzzino: “I miei amici Casamonica te la faranno pagare anche se sono in carcere”.


“L’ho solo esortato a pagare i debiti che aveva in giro”

Ha negato il militare. “Essendo in confidenza e avendo saputo che aveva altri debiti in giro, io l’ho solo esortato a onorare i suoi impegni, mettere le cose a posto, per la sua credibilità al processo. Temevo che la difesa potesse dire che la sua era stata una denuncia strumentale e che questo mandasse a monte tutto il lavoro svolto. Non gli ho mai chiesto soldi. Ho visto una busta con dentro dei soldi, ma non li ho presi”, ha detto l’imputato, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia. 

A sua volta sarebbe stato terrorizzato dalla paura di ricadere nel baratro del primo procedimento. “Gli dissi ‘hai i soldi, anche se non sono tutti, vai a sistemare i tuoi debiti'”, ha proseguito, mentre il pm gli chiedeva perché mai il professore gli avesse portato i soldi in caserma: “Mi aveva cercato tutto il giorno, era ora che si sbrigasse e pensava che, come con l’usuraio, potessi risolvergli io il problema”.


Al vaglio del collegio le denunce dopo otto mesi della presunta vittima

L’imputato si sarebbe anche recato personalmente da alcuni creditori. “Un maresciallo non fa il ‘mediatore’ – lo ha ammonito Siddi – lei non gli ha solo dato un consiglio, lei è andato personalmente. Senza contare che gli assegni, la parte offesa, li aveva ceduti all’usuraio, per cui i debiti erano con lui. Lei rischiava di far pagare a un estorto somme non dovute. Perché si è impicciato?”.

Al termine dell’interrogatorio, il collegio ha chiesto al pm di produrre le denunce e i verbali di sommarie informazioni del professore per valutare la sua posizione processuale. La presunta parte offesa ha sporto denuncia dopo otto mesi, il 14 e il 27 settembre 2016. 


Articoli: “Disse che, se non gli davo i soldi, l’usuraio che mi minacciava sarebbe uscito dal carcere” – Maresciallo-eroe accusato di concussione da una presunta vittima di usura

 


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21 gennaio, 2021

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