Una delle strutture confiscate – Nel riquadro Mario Scarnati
Fabrica di Roma – (sil.co.) – Casa di riposo “mancata” nel grand hotel confiscato alla mafia, primi testimoni a maggio.
Alla fine è arrivata la giornata in cui è riuscita l’ammissione delle prove, giovedì davanti al giudice Elisabetta Massini. Ma per sentire i primi quattro testimoni dell’accusa bisognerà aspettare ancora sette mesi. Tra loro un architetto.
E’ stata fissata per il 19 maggio, alle ore 11, la prima udienza dibattimentale del processo per turbativa d’asta per turbativa d’asta all’ex sindaco di Fabrica di Roma, Mario Scarnati, 72 anni, imputato assieme a un geometra, due architetti e al responsabile dell’ufficio tecnico del comune.
Fabrica di Roma – L’albergo confiscato
Dal rinvio a giudizio ad oggi sono passati già tre anni. Scarnati voleva trasformarlo in casa di riposo.
Al centro del processo la gara per l’affidamento di un progetto da oltre 80mila euro per dar vita alla struttura. Si tratta di un fabbricato a uso alberghiero con i lavori eseguiti a metà. Due stabili comunicanti, immersi in ettari di verde, che non sono mai diventati né albergo, né altro.
Il complesso è stato confiscato dalla direzione investigativa antimafia nel 2013, mentre nel 2015 è diventato bene dello stato ed è stato assegnato al Comune di Fabrica di Roma. A luglio 2018 il consiglio comunale ha deliberato la restituzione del complesso edilizio all’Agenzia per l’amministrazione dei beni sequestrati alla mafia.
La gara per l’affidamento si è svolta alla fine del 2015, tra ottobre e dicembre. Nel 2016 un gruppo di consiglieri comunali ha inviato un esposto all’Anac sulla vicenda segnalando “presunte irregolarità”.
E l’Anac – sottolineando la “singolare tempestività nell’iter procedimentale, conclusosi con l’affidamento dell’incarico in pochi giorni” – nel 2017 ha inviato gli atti alla procura di Viterbo che ha avviato l’indagine.
Gli imputati, cinque in totale, sono difesi dagli avvocati Sergio Racioppa, Roberto e Francesco Massatani, Fabrizio Ballarini, Giuseppe La Bella e Alessandro Fortuna.
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