Tuscania – “La città è ridotta a uno stato pietoso che non merita”.
La scheda intervista del candidato sindaco di Tuscania Regino Brachetti (Rinascita per Tuscania) per le prossime elezioni amministrative in programma il 25 maggio.
In lizza per la carica di sindaco anche Massimo Natali (Esperienza e rinnovamento), Fabio Bartolacci (Obiettivo comune), Alberto Scarito (Pd) e Fabio Rossi (M5s).
Per undici anni ho ricoperto il ruolo di sindaco di Tuscania e sono stato presidente del consiglio provinciale di Viterbo. Da maggio 2005 a marzo 2007 sono stato assessore agli Affari istituzionali della Regione Lazio. Da marzo 2007 a luglio 2010, invece, presidente del collegio degli esperti della Regione Lazio. Da giugno 2007 a luglio 2013 sono stato alla guida, prima come presidente, poi come amministratore unico, della società regionale Lait spa, azienda di innovazione tecnologica della Regione Lazio”.
Come mai ha deciso di candidarsi?
“Perché dopo anni di abbandono, Tuscania ha bisogno di tornare a essere governata come merita. Ricordo che quando ho avuto l’onore di guidare la città, il paese era additato come esempio in tutta la provincia di Viterbo per l’efficienza dei servizi e per la sua capacità attrattiva. Oggi, specialmente dopo i cinque anni appena trascorsi, siamo ridotti in uno stato pietoso. La città non merita tutto questo. E’ ora di ridarle la dignità che le compete”.
Il suo programma in cinque punti.
“Il programma di una lista elettorale che si propone di amministrare una città in grande, deve tener conto del fatto che linee di sviluppo tracciate, e le azioni politico-amministrative intraprese, andranno ad incidere sulla vita quotidiana dei cittadini, sulle speranze dei giovani, sulle aspettative degli anziani, e più in generale su tutto il tessuto sociale della città.
Gli indirizzi programmatici della nostra lista sono basati su valori semplici ed imprescindibili. Il punto qualificante è imperniato senza dubbio sulla rinascita della città. Rinascita civile, rinascita economica, rinascita di interessi, rinascita di speranze, rinascita di prospettive. A questo proposito le cinque direttrici su cui muoversi sono:
1) piano generale di sviluppo turistico, culturale, commerciale, occupazionale, centro storico. 2) Revisione del piano regolatore, riqualificazione zona ex Gescal. 3) Riqualificazione impianti sportivi dell’Olivo 4) Sanità-servizi sociali. 5) Agricoltura”.
Cosa cambierebbe subito del suo paese?
“Senza dubbio la prima cosa da fare è bonificare letteralmente, il territorio comunale, sia per quanto riguarda il centro storico, sia per le zone fuori le mura, affinché Tuscania torni a essere un centro propulsore di sviluppo, in virtù del suo patrimonio artistico, culturale ed ambientale, vocazione in questi anni mortificata. Piange il cuore nel vedere lo stato di abbandono e di incuria in cui versa la città, ed è stato per questo uno dei motivi per cui, insieme agli amici che mi sostengono, mi sono rimesso in gioco”.
Perché dovrebbero votarla?
“Di fatto l’appello sta già nei punti precedenti – conclude Brachetti -. Non avrei mai voluto sentire la necessità di candidarmi, ma la deriva a cui abbiamo assistito non permette più a nessuno di esimersi dalle proprie responsabilità, se vogliamo assicurare un futuro a nostri figli. In me i tuscaniesi trovano “l’usato sicuro”, a fronte dei salti nel buio che possono dare il colpo di grazia definitivo alla città”.
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