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Operazione Jump - La richiesta del pm rigettata, questa mattina, dal gip

Assenteismo, no alla proroga delle indagini

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Le immagini dei filmati delle videocamere dell'ufficio

Il capo della squadra mobile Zampaglione e il pm Conti illustrano l'operazione Jump

Il pm Paola Conti

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

– Assenteismo, no alla proroga delle indagini.

E’ stata rigettata la richiesta di proroga delle indagini sull’assenteismo all’ufficio regionale Agricoltura.

All’udienza di questa mattina, il gip Franca Marinelli ha deciso di non concedere al pm Paola Conti tempo ulteriore per far luce sulla vicenda dei 16 dipendenti finiti sotto inchiesta a dicembre. L’accusa, per tutti, era quella di essersi assentati dal posto di lavoro scavalcando i tornelli. Da qui il nome dell’operazione della squadra mobile: “Jump”, dall’inglese “salto”.

La richiesta di proroga era stata avanzata mesi fa dal sostituto procuratore che, nel frattempo, a maggio, ha fatto notificare gli avvisi di conclusione delle indagini. Una strategia apparsa contraddittoria anche ad alcuni degli avvocati difensori.

La decisione del gip comporterà, ora, l’annullamento di tutti gli eventuali atti di indagine compiuti dalla Procura dopo la richiesta di proroga.

I 16 indagati iniziali, otto ai domiciliari, otto con l’obbligo di firma, oggi tutti liberi, devono rispondere di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso. A questi, si sarebbero aggiunte in un secondo momento altre cinque persone che hanno ricevuto, come gli altri, gli avvisi di conclusione delle indagini che, quindi, in tutto, sono 21.

L’inchiesta nacque da una segnalazione anonima alla questura. Dopo il sequestro di una cospicua mole di documenti, Procura e squadra mobile visionarono le registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell’ufficio di via Romiti.

I filmati confermarono i sospetti degli inquirenti: i dipendenti saltavano i tornelli e usavano i tesserini dei colleghi per farli risultare, comunque, in ufficio.

Da qui le misure cautelari, notificate il 15 dicembre e poi successivamente revocate.

Un’indagine che, a detta dei difensori, sarebbe viziata da alcune anomalie di fondo. Prima tra tutte quella riguardante il dispositivo inserito nelle telecamere dell’ufficio. Senza l’autorizzazione del gip.


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24 giugno, 2011

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