Viterbo – E’ fissata a ottobre l’udienza preliminare per 21 indagati dell’operazione “Jump”.
“Jump” come salto: il salto del tornello. Per gli inquirenti era questa la modalità con cui alcuni dipendenti dell’ufficio regionale Agricoltura, settore decentrato di Viterbo, riuscivano ad assentarsi dal posto di lavoro, risultando comunque in ufficio.
La vasta indagine di procura e squadra mobile parte nel 2008 da una segnalazione anonima.
La svolta arriva solo due anni più tardi, con l’installazione di videocamere che riprendono il salto dei tornelli e confermano le anomalie dei documenti sequestrati.
E’ a quel punto che scattano le misure cautelari: otto persone ai domiciliari e otto con l’obbligo di firma, a seconda della maggiore o minore gravità delle posizioni.
Ai domiciliari finirono Francesco De Donatis, uno dei due autisti dell’ex assessore regionale Angela Birindelli e Tiziana Mancini, ex assessore comunale a Farnese. E poi i colleghi Mauro Poppi, Moreno Giorni, Fabrizio De Angelis, Marco Palazzi, Simonetta Pallotta e Maria Buccellato.
Le misure cautelari furono revocate due settimane dopo, su richiesta del pm Paola Conti, prima della pronuncia del tribunale del Riesame.
Una tesi, quella del salto del tornello per fuggire dal posto di lavoro, che i difensori hanno sempre respinto, insistendo non solo sull’uso illegittimo delle riprese, ma anche sugli improbabili orari di entrata e di uscita registrati dagli orologi che, per i legali, non funzionavano correttamente.
L’accusa, per tutti, è truffa ai danni dello stato.
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