Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Operazione Jump - Ma il giudice non ha accolto la richiesta di estromettere le video-riprese

Assenteisti della Regione, pioggia di prescrizioni

Condividi la notizia:

Inchiesta Jump - Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump – Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump - Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump – Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump - Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump – Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump - Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Inchiesta Jump – Il salto del tornello ripreso dalla polizia

Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti

Il magistrato Elisabetta Massini

Il giudice Elisabetta Massini

Viterbo – (sil.co) – Operazione Jump, tutto prescritto. E’ finita come da previsioni la vicenda giudiziaria di venti dei ventuno presunti impiegati assenteisti dell’ufficio decentrato agricoltura della Regione. I cosiddetti “saltatornelli”.

Fatti troppo datati, che risalgono a oltre sette anni e mezzo fa, per la precisione a marzo 2010, perché gli indagati possano essere sottoposti al processo, in vista del quale si era costituita parte civile la Regione Lazio. 

Tutti tranne uno, che invece sarebbe stato pizzicato più tardi, a settembre 2010, per il quale la vicenda si chiuderà con lo stesso ritornello tra qualche mese. Intanto la sua posizione è stata stralciata per la formazione di un altro fascicolo.

Ieri il giudice Elisabetta Massini ha dichiarato estinto per prescrizione il reato di truffa per cui il 21 aprile 2016 erano stati rinviati a giudizio i 21 dipendenti statali, passati alla storia come “saltatornelli”, dallo stratagemma usato per uscire dall’ufficio senza passare il badge. Avrebbero fatto risultare di essere al lavoro quando, in realtà, erano altrove.

Il 15 dicembre 2010 in otto finirono ai domiciliari, per altri otto scattò l’obbligo di firma, più una serie di indagati a piede libero. L’inchiesta, che prende il nome dal salto dei tornelli (in inglese “jump”), era partita nel 2008 da una segnalazione anonima alla questura. Le misure cautelari furono revocate due settimane dopo, su richiesta del pm, prima della pronuncia del tribunale del Riesame.

Procura e squadra mobile sequestrarono documenti e acquisirono i filmati delle telecamere posizionate sopra ai tornelli. Fu proprio l’incrocio delle carte con i video a dare una svolta alle indagini. Le riprese confermarono le anomalie dei documenti, mostrando come i dipendenti , secondo l’accusa, scavalcassero i tornelli e usassero i tesserini dei colleghi per risultare comunque in ufficio.

Una tesi che i difensori hanno sempre respinto, parlando di “indagini improprie” e insistendo non solo sull’uso illegittimo delle riprese, non autorizzate dal pm Paola Conti, ma anche sugli improbabili orari di entrata e di uscita registrati dagli orologi che, per i legali, non funzionavano correttamente.

Ultimo atto delle difese, per l’appunto, chiedere ancora una volta l’estromissione delle video-riprese, in sede di eccezioni preliminari. Richiesta rigettata dal giudice Massini. 

 

 


Condividi la notizia:
8 gennaio, 2018

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/