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Viterbo - Sel replica al presidente

Erinna, Meroi ha ragione ma…

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Il centro Erinna

Il centro Erinna

Riceviamo e pubblichiamo –  In riferimento alle dichiarazioni del presidente Meroi e dell’assessore Bianchini – che introducono elementi di trasparenza e di rispetto delle normative sulla vicenda di Erinna – ci sembra doveroso fare e condividere delle valutazioni.

Hanno pienamente ragione nel difendere le prassi e le regole nella individuazione degli interlocutori e delle associazioni per l’affidamento dei servizi: è un principio fondamentale e andrebbe sostenuto sempre.

Quante volte questo principio è stato ignorato in questi ultimi anni dalle amministrazioni provinciali (ci potremmo limitare alle ultime due per non far torto a nessuno)? Tante, troppe volte!

Ma trovare la giusta via, per quanto tardi, è sempre un bene.

Ma dove il ragionamento e le prese di posizione di Meroi e di Bianchini sono sostanzialmente incongrue e pericolose? Quando ignorano il valore delle situazioni dal punto di vista oggettivo (e se lo fanno per inerzia, incapacità o strumentalmente il danno è analogo).

Quando il ministero degli Interni riconosce a Libera una condizione di interlocuzione privilegiata nella definizione delle strategie di contrasto alla Mafia non deve (e non può) applicare le normative per l’individuazione delle collaborazioni esterne. Riconosce una funzione oggettiva.

In altre parole un amministratore non dovrebbe ignorare il danno causato dalla applicazione pedissequa ed acritica di una norma; dovrebbe invece prendere atto del cambiamento delle situazioni e introdurre attivamente nuove condizione per salvaguardare uno stato di fatto.

Lo stato di fatto – oggettivo – è quello secondo il quale Erinna non è l’unica realtà che agisce nel settore del contrasto alle violenze di genere e contro le donne.

E’ semplicemente la migliore e più efficace nel territorio.

Può l’amministrazione ignorare questa evidenza ed rinviare la gestione del settore alla mera definizione di una graduatoria tramite bando. No. Perché il rischio di peggiorare la situazione (per il rischio di chiusura della realtà che meglio realizza quel servizio) è evidente e reale.

Quantomeno dovrebbe procedere con una analisi del contesto e dei rischi. Ma non lo ha fatto.

Quindi l’amministrazione provinciale dovrebbe adoperarsi per evitare che Erinna riduca la sua attività. Come? Aprendo un percorso di confronto con Erinna per individuare sinergie nuove e soluzioni specifiche, nel rispetto delle norme e della trasparenza.

Un atteggiamento rigido e burocrate sarebbe irrispettoso e miope.

Sinistra ecologia e libertà di Viterbo


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12 luglio, 2011

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