Riceviamo e pubblichiamo – Caro Marcello,
spero non ti dispiaccia se mi rivolgo a te in maniera non formale ma l’argomento della mia lettera aperta è di quelli che attengono ai presupposti della convivenza democratica e vanno al di là e al di sopra dei rapporti tra rappresentanti delle istituzioni per questo ti risponderò da cittadina che, grazie anche ad una carica elettiva, combatte per una società più giusta, come tanti altri, del resto, ognuno nel proprio ambito.
Ho letto sul resoconto della conferenza stampa da te indetta per spiegare la scelta della Provincia di Viterbo di sospendere la convenzione all’associazione “Erinna” che hai espresso un dubbio sulla mia, diciamo così, onestà intellettuale , chiedendo (immagino fosse una domanda retorica) se mi fossi battuta anche per una associazione che non si riconosca in una area “di sinistra”.
Beh, veramente è stato proprio questo il senso del mio intervento oggi in consiglio comunale: chiedere a tutti, uomini e donne, di ogni schieramento e convinzione di salvaguardare il lavoro fin qui fatto e, soprattutto di non interrompere un servizio alle donne vittime di violenza, in attesa di bandire una gara per l’affidamento.
Non ho fatto questo appello per scelta ideologica o identitaria, l’ho fatto per difendere il diritto alle donne vittime di violenza ad essere assistite da ora fino all’espletamento della gara che avete deciso di bandire.
E ho chiesto una condivisione su un documento comune, da elaborare nei prossimi giorni.
Non mi interessa “metterci il cappello” ma suscitare un dibattito su quello che dovrebbe essere un valore universale.
La violenza alle donne è trasversale, purtroppo, avviene nelle case dei ricchi e dei poveri, nessuno chiede ad una donna offesa la tessera del partito di appartenenza, e nessuno vuole appropriarsi di un valore che , ripeto deve essere universale.
Se di una cosa mi sono dispiaciuta, in tutto questo, è stato proprio il silenzio degli uomini e delle donne che si riconoscono nello schieramento di centro destra.
Spero che ci sia ancora tempo e spazio per una battaglia di civiltà.
Solo questo ( e non mi pare poco).
Linda Natalini
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