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Processo Rotelli - Parla l'ex direttrice delle mense - Ma la difesa smentisce: "Si trattò di un errore"

Quelle bollette pagate dal Comune…

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Rotelli prima dell'udienza, con il suo avvocato Roberto Massatani e l'avvocato di Mario Rossi Giovanni Labate

Rotelli prima dell'udienza, con il suo avvocato Roberto Massatani e l'avvocato di Mario Rossi Giovanni Labate

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Mario Rossi

Mario Rossi

Anna Telesco

Anna Telesco

Rotelli, Massatani e Labate

Rotelli, Massatani e Labate

L'avvocato di Anna Telesco, Luca Chiodi

L'avvocato di Anna Telesco, Luca Chiodi

E’ saltato il controinterrogatorio delle difese al processo Mense.

Nell’udienza-lampo di  ieri pomeriggio è stata di nuovo l’accusa a porre le sue domande a Maria Teresa Di Luigi. Teste-chiave perché ex direttrice della mensa scolastica all’epoca dei fatti contestati ai tre imputati: l’ex assessore ai Servizi sociali Mauro Rotelli, il dirigente comunale Mario Rossi e l’amministratore delegato di Euroservice Catering Anna Telesco.

Corruzione l’accusa che pesa sui tre, sospettati di aver messo in piedi un sistema di clientele e reciproci favori: assunzioni e catering gratuiti, richiesti per la Procura da Rotelli, in cambio dell’appalto della mensa scolastica all’Euroservice.

All’udienza di ieri, davanti ai tre imputati e al collegio presieduto dal giudice Maurizio Pacioni (a latere Eugenio Turco e Francesco Rigato), si è parlato essenzialmente di bollette del gas e fatture per il lavoro svolto. Queste venivano pagate alla Telesco mensilmente, finché, come ha spiegato la Di Luigi in aula, “la signora non ha cominciato a chiedere degli anticipi…”. L’ex direttrice si limitò a farlo presente al suo dirigente Rossi. “Da quel momento in poi non mi sono più interessata delle fatture e ha fatto tutto lui”, ha aggiunto la testimone.

Quanto alle bollette del gas, la Di Luigi ha raccontato come molte di queste furono pagate dal Comune di Viterbo anziché dalla Euroservice. Per l’accusa, un indizio rivelatore del “trattamento di favore” riservato all’Euroservice. Per la difesa, un semplice errore di intestazione, che Rossi avrebbe anche cercato di correggere chiedendo alla Telesco di saldare quanto prima.

Infine, le assunzioni “selvagge” richieste, secondo la Di Luigi, da Rotelli e altri. Assunzioni che, nell’ottica dell’accusa, erano la contropartita della Telesco, in cambio dell’appalto assegnato alla sua azienda. In udienza è emerso che, per la Euroservice, lavorava anche una nipote dell’ex direttrice della mensa, che si è affrettata a precisare: “Non ho mai fatto pressioni sulla Telesco. E’ stata lei a offrire quel lavoro a mia nipote di sua spontanea volontà”.

La seduta è stata aggiornata al 17 gennaio quando sul banco dei testimoni comparirà, per la terza volta, l’ex direttrice della mensa. A condurre l’interrogatorio, a quel punto, saranno i difensori degli imputati.


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23 novembre, 2011

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