– Furto di elettricità, ascoltato il perito.
Continua il processo a Paolo Esposito per furto di energia elettrica al tribunale di Montefiascone, sede distaccata di quello viterbese.
L’elettricista di Gradoli, condannato in primo grado all’ergastolo per il duplice omicidio della convivente moldava Tania e della figlia Elena, è tornato in aula venerdì mattina.
Nel corso dell’udienza, è stato sentito l’ingegner Bacchiarri, il perito nominato dal giudice Italo Ernesto Centaro per gli accertamenti sull’impianto elettrico di Esposito, iniziati il 4 luglio.
“Secondo l’ingegnere – spiega l’avvocato di Esposito, Mario Rosati – prima che i fili arrivino al contatore sono come “sbucciati”. Deviati. Ritornano nel contatore tramite un differenziale. Ma il circuito sembra fatto male. Di certo, non è sofisticato come quelli appositamente creati per rubare l’energia elettrica”.
Che l’impianto era anomalo i carabinieri se ne accorsero il 23 ottobre 2009, quando tornarono per la terza volta nella villetta poco fuori Gradoli, in località Cannicelle, dove Esposito viveva con Tatiana, Elena e l’altra figlia, avuta proprio dalla sua convivente, sparita cinque mesi prima. I militari, che all’epoca indagavano sulla scomparsa delle due donne, trovarono dei cavi sospetti che facevano pensare a un allaccio abusivo. Da qui la denuncia per furto di energia elettrica e il processo, iniziato il 26 maggio scorso.
Alla prossima udienza del 7 giugno si proseguirà con il giro delle audizioni.
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