Gradoli – Di nuovo in aula.
Paolo Esposito, condannato all’ergastolo in via definitiva per il giallo di Gradoli, è tornato sul banco degli imputati ieri mattina per furto di energia elettrica, scortato in aula dal carcere Mammagialla dagli agenti della polizia penitenziaria.
Dopo mille cambi di giudice, il suo processo, che si trascina dal 2009, è ripreso ieri, con l’ascolto di un carabiniere che accompagnò il tecnico Enel a fare una verifica nella villetta di via Cannicelle. La stessa dalla quale, sempre nel 2009, sparirono Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia di 36 e 13 anni. Per la Cassazione è stato duplice omicidio e occultamento di cadavere e il colpevole è Esposito.
Ma questa è un’altra storia. Esposito, difeso come sempre dagli avvocati Enrico Valentini e Mario Rosati, è a processo per due cavi sospetti che facevano pensare a un allaccio abusivo. Dal 2011 (anno di inizio del processo, ma i fatti risalgono al 2009) non se n’è ancora venuti a capo.
La sentenza, salvo imprevisti, il 21 settembre.
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