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La rivolta nel Pd - Un gruppo di militanti interviene dopo l'invito del segretario comunale a Insogna di dimettersi da consigliere comunale

Avvilente l’atteggiamento di Ricci

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Sergio Insogna

Sergio Insogna

Riceviamo e pubblichiamo – Ci sembra del tutto fuori luogo la richiesta di dimissioni dal consiglio comunale rivolta dal segretario del Partito democratico di Viterbo a Sergio Insogna, per l’atteggiamento critico assunto nei confronti del partito.

Vorremmo chiedere a Ricci perché analoga iniziativa non ha invece intrapreso allorché alcuni consiglieri del Pd permisero in commissione edilizia di far passare l’ulteriore colata di cemento nell’area del Consorzio Teverina, con grave danno per i residenti della zona e per la città tutta.

E perché nessuna dichiarazione ha mai rilasciato all’indirizzo di chi non ha rinnovato l’iscrizione del partito e da anni non partecipa ai lavori del consiglio comunale, pur continuando ad occupare un posto. E ancora perché non ha richiesto le dimissioni di quei coordinatori di circolo che interpretano il loro ruolo come una carica onorifica, fregandosene di fare iscrizioni (salvo che a ridosso dei congressi), di convocare i cittadini e di promuovere iniziative.

In questi anni Sergio Insogna ha sempre partecipato alla attività amministrativa, ogni volta che qualche cittadino lo ha cercato si è fatto trovare e se invitato ad iniziative pubbliche ha fatto in modo di essere presente.

Quello che dice della attuale situazione del Pd di Viterbo è né più e né meno quello che pensano tanti cittadini e che ha spinto 55 tesserati reali ad abbandonare il partito. E’ di questo che ci si dovrebbe preoccupare.

E’ poi avvilente che il segretario cittadino democratico si metta a fare il conto della serva, rivendicando la proprietà dello scranno e tradendo così una inaccettabile concezione della politica e del suo ruolo.

Cristiana Antonelli
Rossella De Paola
Fabio Gionfrida
Carlo Mezzetti
Paolo Stavagna


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10 luglio, 2012

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