Riceviamo e pubblichiamo – Franco, Maria e altri hanno deciso di abbandonare il Pd e di farlo rumorosamente. Non è un buon segnale, chiaramente. Tanti altri si sono allontanati silenziosamente ed è peggio.
Come si dice, non hanno tutti i torti e dunque, se non tutto è condivisibile, qualche buona ragione c’è.
Rappresentano quella genia di militanti, di “vecchi-giovani”, senza i quali un partito non sta in piedi; sono le ossa, le gambe, il sangue ed il respiro. Sono i circoli aperti, il successo delle petizioni, i banchetti sulle piazze, i manifesti sulla macchina, i volantinaggi ai mercati.
Sarà, anzi è, un lato datato di un’organizzazione politica di oggi; sicuramente serve altro nella costruzione e circolazione delle idee e delle proposte; ma in un quartiere di questa militanza non si può fare a meno.
Se a mandarti a quel paese sono quindi militanti popolari così, non ci si può girare dall’altra parte.
Perché non c’è interesse, poltrona o potere dentro questa scelta.
C’è una grande delusione, pari almeno alla generosità dedicata. Quindi merita innanzitutto rispetto.
E poi considerazione per quello che così si vuol dire.
Sono tanti i segnali che il gruppo dirigente del Pd ha sottovalutato in questi anni, deludendo attese e aspettative .
Vorrà dire qualcosa il fatto che, di fronte al fallimento dell’esperienza di governo del centrodestra, alle difficoltà del sistema paese, ai problemi di vita quotidiana e di futuro, noi – inutile negarlo – non veniamo percepiti come l’alternativa? Che invece consensi significativi si orientino diversamente? E guarda caso sempre premiando qualsiasi proposta che – confrontata alla nostra – appare nuova.
E senza farsi friggere il cervello, non è forse più lineare concludere che se siamo percepiti vetusti e quindi inadeguati e poco credibili, è perché probabilmente lo siamo?
Allora – letto così e non solo come lo sfogo estremo di Franco, Maria e di altri – questo abbandono acquista altro e ben più corposo senso?
Non sarà ora quindi che prenda corpo la sintesi giornalistica ad effetto (una classe dirigente da buttare a mare) – e che un bel pezzo di gruppo dirigente dei piani alti vada a casa senza rimpianti?
Francesco Serra – Sandro Mancinelli
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