– Chiavarino e Tomassetti “corrono da soli”.
I tre imprenditori sono ufficialmente fuori dal maxi processo sugli appalti che inizierà il 7 maggio.
Davanti al collegio dei giudici compariranno in otto: tutti gli indagati che hanno accettato il giudizio immediato richiesto dalla procura. Chiavarino e Tomassetti, invece, vogliono patteggiare.
Per questo la loro posizione è stata stralciata: per loro si procederà a fine giugno, in un’udienza a parte e in un’unica soluzione.
L’accordo coi pm è concluso: un anno e mezzo per Gianfranco Chiavarino e un anno e dieci mesi sia per la figlia Daniela, sia per Roberto Tomassetti.
I Chiavarino sono titolari di un’impresa edile a Celleno. Tomassetti, invece, è legale rappresentante della Gemma Srl, altra azienda edile di Celleno. Tutti e tre finirono in manette nei due blitz “Genio e sregolatezza”, l’operazione della forestale che portò a galla un giro di presunti appalti truccati a Viterbo e provincia.
Tredici gli arrestati, la maggior parte dei quali imprenditori. Ma per i pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, le figure di spicco del sistema di spartizione delle gare erano due funzionari del Genio civile di Viterbo: Roberto Lanzi e Gabriela Annesi.
Lanzi, in particolare, è stato l’ultimo a uscire dal carcere. Per i pm era lui il “deus ex machina” dell’oliato meccanismo che gli avrebbe permesso di intascare tangenti a fronte di un’organizzata assegnazione delle gare. Accuse che la difesa ha sempre respinto duramente, contestando la “strategia del terrore dei pm”: carcerazione preventiva, per ottenere una confessione.
I giochi, ormai, sono fatti. Gli avvocati preparano la valanga di eccezioni da presentare in aula il 7 maggio.
Gli imputati saranno Lanzi, Annesi, il sindaco di Graffignano Adriano Santori e l’assessore Luciano Cardoni. E poi, gli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Fabrizio Giraldo, Angelo Anselmi e Giuliano Bilancini.
All’appello, mancano i 51 indagati a piede libero e gli imprenditori Marcello Rossi e Stefano Nicolai. Anche loro furono arrestati dalla forestale, ma i pm non hanno chiesto il giudizio immediato. Salvo archiviazioni, si procederà con la solita trafila: conclusione delle indagini, udienza preliminare ed eventuale processo.
