Viterbo – (m.l.r.) – Cambio al comando.
Il 2013 per l’università della Tuscia rimarrà nella storia. Dopo 14 anni Marco Mancini lascia la carica di rettore per approdare al Miur come guida del dipartimento per l’università, l’Afam e la ricerca.
“Ho preso un’università che stava nascendo- dice Mancini a luglio, qualche giorno prima di lasciare Viterbo – e che aveva già una sua forza sul piano scientifico. Credo, spero e mi illudo di averla portata a maturazione e di averla preparata a quella che sarà una competizione, ahimé, molto dura. Il bambino è cresciuto, si è irrobustito e ora è pronto per correre”.
Il vuoto lasciato da Marco Mancini è presto ricoperto. Alla carica di rettore dell’Università della Tuscia si candida solamente Alessandro Ruggieri, giovane professore ed ex preside della facoltà di Economia. E l’8 ottobre, con una percentuale bulgara del 90%, viene incoronato magnifico rettore.
Per il neo rettore la parola chiave è fiducia, “perché per risolvere tutti i problemi che ci sono – – dice appena ufficializzata la nomina – e che si prospetteranno l’unica cosa da fare è mettersi a lavorare. Le soluzioni arriveranno. C’è da affrontare i tagli sicuramente ma non sono preoccupato. Un passo per volta riusciremo a fare tutto”.
Ruggieri resterà in carica sei anni senza possibilità di rinnovo, così è stato disciplinato dall’artico 2 della legge 30 dicembre 2010, trascorsi i primi due anni senza contrasti con il senato accademico il rettore godrà di ampio potere decisionale.
Ma il 2013 dell’università della Tuscia non è solamente cambio al vertice. Uno scossone “politico” scuote il dipartimento Dibaf. Lo scienziato Riccardo Valentini viene eletto consigliere di maggioranza della Regione Lazio. Una piccola rivoluzione sia per il dipartimento dell’ex facoltà di Agraria che per il consigliere stesso, che si trova catapultato da un laboratorio scientifico a un’aula di consiglio.
E se queste sono le rivoluzioni politico-istituzionali dell’unitus, non mancano quelle scientifiche-didattiche.
E’ questo l’anno che vede la nascita dei corsi in giurisprudenza e ingegneria meccanica ed energetica. Due scelte che si rivelano vincenti. “Siamo estremamente soddisfatti- dice Alessandra Moscatelli, direttrice generale dell’ateneo, anche lei fresca di nomina – di questi due nuovi corsi. Un esordio positivo. Basti pensare che le iscrizioni per giurisprudenza sono circa 160 e quelle per ingegneria 120. Un risultato sopra ogni aspettativa”.
Parte quest’anno anche il curriculum di studi all’interno di scienze politiche in investigazione e sicurezza, realizzato in collaborazione con le forze di polizia.
E come ogni anno arrivano i riconoscimenti per la ricerca in campo agrario, eccellenza di questo ateneo.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY