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Cultura - Viterbo - Comune - Botta e risposta Rossi – Serra, per il "pompiere" Michelini è solo normale dialettica politica, nessun problema nella sua maggioranza

Boni… state boni…

di Giuseppe Ferlicca
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini 

Filippo Rossi contro tutti

Filippo Rossi contro tutti 

Francesco Serra

Francesco Serra 

Viterbo – “A me il confronto piace”. Botta e risposta Filippo Rossi – Francesco Serra, il sindaco Michelini indossa i panni del pompiere e tira fuori quello che c’è (se c’è) di buono, da un confronto abbastanza duro fra presidente del consiglio di Viva Viterbo e capogruppo Pd.

Due pezzi da novanta della sua maggioranza.

“Sono una persona che ama molto il confronto – dice Michelini – altrimenti andremmo incontro a una deriva soporifera, se tutti convergessero su un pensiero unico”.

A Rossi che spiegava la sua idea su come deve essere una città che crede e investe nella cultura, non lesinando critiche per gli errori fin qui commessi, ha risposto Serra con una replica che a qualcuno in maggioranza è sembrata dura, a prescindere degli argomenti sollevati da Rossi.

“Mi piace il dibattito – sottolinea il sindaco – poi spetta a me la sintesi. Il problema è quando il primo cittadino non riesce a fare la sintesi. In quel caso il confronto diventa conflitto duro e si spacca tutto”.

In questo caso la sintesi di Michelini qual è? “Quando il sindaco parla, quella è la sintesi”.

E nel caso specifico, tra i due “litiganti”? “In maggioranza c’è una realtà strutturata sui partiti che ha un dibattito interno ed è giusto che dia una direzione. Quindi esistono gruppi come quello di Rossi, Oltre le Mura, la lista civica di Treta, che non essendo strutturati in forma partitica, hanno un’altra direzione.

Secondo me, fino a quando vanno tutti e due nello stesso verso, va bene. Ci sono io che rappresentando la maggioranza, rappresento tutti. Non vedo motivi di preoccupazione”.

Volendo andare nello specifico? “Prendiamo i locali da liberare sotto i portici a palazzo dei Priori. Non sarebbe andato molto bene se uno dei due avesse affermato di voler far mantenere l’anagrafe e tutti gli uffici dove si trovano ora, al palazzo comunale e l’altro invece intendesse portarli fuori.

Invece le opinioni di fondo coincidono. Poi può esserci chi offre un segmento più lungo e chi più corto. Ma la direzione non cambia, è sempre la stessa.

Troverei tutto molto appiattito se ci fosse unanimismo su tutto”.

Nessuna preoccupazione, anche per toni un po’ accesi. “Magari avranno modi diversi per arrivare allo stesso obiettivo? Sembra una cosa strana? A me no. Esistono realtà e sensibilità diverse.

Sono stato eletto con una forza civica, Oltre le mura, poi ovviamente con l’appoggio di Pd e tutti gli altri.

Il dibattito deve esserci, ci sono stati momenti di tensione, ma finora il confronto è stato utile”.

Giuseppe Ferlicca

 


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15 aprile, 2014

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