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Piattaforma Alto Lazio 2.0 - Interviene il presidente del club Unesco Luciano Dottarelli

“Serve una potente infrastruttura di comunicazione web”

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Luciano Dottarelli

Luciano Dottarelli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

senza dover necessariamente condividere la “tirata” sul personale politico e amministrativo che fa da premessa al tuo articolo («Non me lo posso permettere!» – come canta Caparezza), convengo con le conclusioni: è cosa buona e giusta ragionare e agire come se le amministrazioni pubbliche, ai vari livelli, non fossero indispensabili.

Alcune di esse sono ormai prive di una reale identità e di un ruolo proprio all’interno del nostro sistema istituzionale, altre non lo hanno mai trovato, tutte stanno facendo i conti con una crisi economica senza precedenti e con un acutizzarsi dei problemi di gestione ordinaria che le priva di ogni visione di prospettiva.

E’ dunque atteggiamento sensato quello che suggerisce oggi alla “società civile” (absit encomium verbis) di darsi autonomamente le proprie priorità e di concentrarsi sulle proprie energie: «il resto vi sarà dato in sovrappiù» (siamo o no nella terra del Vangelo secondo Matteo?).

Quanto ai contenuti, la novità della Piattaforma Alto Lazio 2.0 – più che nella riproposizione del repertorio di suggestioni della “Viterbo/Tuscia, città/terra d’arte e di cultura …” – mi sembra sia da ritrovare nella forte consapevolezza che questo patrimonio naturale e culturale abbia bisogno di una potente infrastruttura di comunicazione web, di tipo nuovo, multidirezionale, polifonica, individualizzata, impostata sul modello del passaparola, capace di attagliarsi a quel carattere della Tuscia che può diventare, sì, una risorsa, ma intanto è un limite: la sua identità plurale, la mancanza di un profilo dominante, che si imponga immediatamente per univocità e riconoscibilità.

La cifra più autentica della Tuscia va trovata oggi nella inesauribilità delle opportunità di scoperta che ancora consente. Proprio questo può costituire il suo elemento di maggiore forza e attrattività, nell’ attuale contesto di rapida usura dei modelli culturali dominanti e di accresciuto bisogno di personalizzazione delle forme di vita.

Servono però intelligenze che si dedichino a questo lavoro con cultura e competenza, che sappiano mettere in comunicazione virtuosa – rimanendo a Karl Popper – questo mondo3 (delle idee, dei contenuti culturali) con il mondo1 (quello degli oggetti fisici: il territorio, le vie di comunicazione, la produzione agricola, artigianale etc.).

E soprattutto che sappiano parlare al mondo2, quello delle esperienze soggettive, dei pensieri, delle emozioni, dei sentimenti in base a cui si decide per la scelta di una destinazione di viaggio o, più in generale, di uno stile di vita.

Credo anch’io che il territorio della Tuscia disponga di intelligenze e competenze in grado di lavorare a un progetto di queste ambizioni.

Proprio la morsa della crisi economica – i recenti dati del Sole 24 ore ci ricordano che la provincia di Viterbo l’ha subita più di tutte le altre – potrebbe/dovrebbe imprimere una formidabile spinta a metterle insieme.

Luciano Dottarelli
Presidente club Unesco Viterbo Tuscia


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31 luglio, 2014

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