Canino – Resta in carcere l’assassino di Elena Spingu.
Nessuna possibilità di tornare libero, almeno per ora. Sofian Gheorghe, bracciante romeno di quarant’anni, ha confessato di aver ucciso la compagna con sette coltellate.
Stamattina, a Mammagialla, davanti al gip Francesco Rigato, ha ripetuto esattamente quanto già detto all’interrogatorio dell’altra notte col pm Stefano D’Arma.
Alcol e gelosia è il movente che ha armato la sua mano contro la convivente Elena Spingu, sua connazionale 47enne. Sarebbe bastato un sms dell’ex marito sul telefono di lei a innescare la furia omicida.
Lo squillo del telefono e poi le coltellate. Sette tra il viso e il petto. Colpi decisi per punire e uccidere. Subito dopo, la chiamata ai carabinieri: “Correte, ho fatto un casino”, avrebbe detto ai militari di Canino, arrivati in via Giannini 31 con una pattuglia del Norm di Tuscania e del Nucleo investigativo di Viterbo.
All’udienza di convalida di stamattina, durata circa un’ora, la difesa, rappresentata dall’avvocato Serena Celestini, non ha avanzato istanze di scarcerazione. Il legale valuterà più avanti se chiedere la sostituzione del carcere con misure più leggere. Al momento, non ci sono neanche i presupposti per gli arresti domiciliari. La casa in cui il bracciante abitava, teatro del delitto, è sotto sequestro.
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