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Canino - Udienza ad aprile - Il bracciante, in carcere da settembre, sarà giudicato con rito abbreviato

Uccise la compagna a coltellate, via al processo

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Femminicidio di Canino - La casa in via Domenico Giannini, 31

Femminicidio di Canino – La casa in via Domenico Giannini 31, teatro dell’omicidio

Femminicidio di Canino - La casa in via Domenico Giannini, 31

Femminicidio di Canino – La casa in via Domenico Giannini 31, teatro dell’omicidio

Canino – (s.m.) – Uccise la compagna a coltellate, lasciandola in un lago di sangue. La mattanza a Canino, dopo un sms dell’ex marito arrivato sul telefono di lei.

Sarebbe bastato questo, unito a una buona dose di alcol, a scatenare la furia omicida di Sofian Gheorghe, 41enne romeno in carcere dal 23 settembre scorso. 

Ad aprile, il bracciante sarà giudicato con rito abbreviato dal gup del tribunale di Viterbo.

Fu Gheorghe a chiamare i carabinieri subito dopo l’omicidio. “Correte, ho fatto un casino!”, avrebbe detto al telefono, facendo accorrere nell’appartamento in via Domenico Giannini 31 una pattuglia da Tuscania e un’altra, del nucleo investigativo, da Viterbo.

Per Gheorghe, la pubblica accusa, rappresentata dal pm Stefano D’Arma aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato: processo subito senza udienza preliminare, come in tutti i casi in cui la procura, sicura delle prove raccolte, ritiene di poter saltare a piè pari la fase-filtro per andare al sodo del dibattimento. Dibattimento veloce.

L’avvocato Serena Celestini ha chiesto il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica sull’imputato, per capire se Sofian Gheorghe era nel pieno delle sue facoltà quando ha affondato il coltello sette volte nel corpo della compagna. 

In alternativa, qualora il gup dovesse respingere la proposta di giudicare l’imputato perizia psichiatrica alla mano, la difesa chiede il rito abbreviato secco. Vale a dire, processo a porte chiuse, con le prove raccolte finora e racchiuse nel fascicolo. Una scelta che, in caso di condanna, consentirebbe a Gheorghe di avere lo sconto di un terzo della pena.

Finora tutte le richieste avanzate dalla difesa di far visitare Gheorghe sono state respinte dal gip Francesco Rigato. 

Sul 41enne, pende anche la recente sentenza di condanna di due settimane fa: quattro anni e dieci mesi per maltrattamenti sull’ex convivente e atti sessuali sulla figlia di lei. Una bambina di appena 6 anni.


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2 marzo, 2015

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