Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Anno degli Etruschi - I pirati della bellezza - In anteprima per i lettori di Tusciaweb una gustosa fantasia letteraria dello scrittore viterbese in vista della passeggiata/racconto "Scrivere la roccia. Le necropoli rupestri di Blera" in programma domenica 8 febbraio, appuntamento a Blera alle ore 10 in piazza Giovanni XXIII

C’era una volta un somaro etrusco e la sua tomba…

di Antonello Ricci
Condividi la notizia:

La necropoli etrusche di Blera - Antonello Ricci

La necropoli etrusche di Blera – Antonello Ricci 

La necropoli etrusche di Blera

La necropoli etrusche di Blera 

La necropoli etrusche di Blera

La necropoli etrusche di Blera 

La necropoli etrusche di Blera

La necropoli etrusche di Blera 

La necropoli etrusche di Blera

La necropoli etrusche di Blera 

Viterbo – Dopo il successo riscosso dalla performance en plein air presso il tempietto di Demetra (Vetralla), prima tappa dell’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza, Antonello Ricci e Davide Ghaleb editore tornano alla carica con una nuova passeggiata/racconto “all’etrusca”: Scrivere la roccia. Le necropoli rupestri di Blera. Il secondo appuntamento del ciclo è fissato per domenica 8 febbraio. Appuntamento a Blera alle ore 10.00 in piazza Giovanni XXIII.

Alla iniziativa parteciperanno Marina Micozzi (etruscologa dell’Unitus) e Luciano Santella (esperto conoscitore della realtà archeologica blerana e vero genius loci della comunità locale).

Letture di Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti. Racconta e conduce Antonello Ricci.

Guest star della mattinata sarò il poeta dialettale biedani Gianni Tedeschi che declamerà alcuni componimenti a tema “etrusco”.

Nell’ambito dell’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza: una iniziativa Tusciaweb in collaborazione con università degli studi della Tuscia e Caffeina cultura, con il patrocinio della
Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.

Il biglietto consiste nell’acquisto del volume fresco di stampa I pirati della bellezza: romanzo degli Etruschi secondo A. Ricci
o di altro libro a scelta dal ricco catalogo di
Davide Ghaleb Editore

info e prenotazioni tel. 3206872739 (attivo tutti i giorni ore 12.00-13.00)
 etruschi-passeggiate@tusciaweb.it


È stato l’impagabile Luciano Santella a raccontarmi la curiosa storia del somaro di Blera (pardon, per onorare i nostri vecchi, ora e sempre: Bieda). Durante il sopralluogo della scorsa settimana, lungo le prode del Rio Canale, fra le magnetiche severe tombe etrusche intagliate ad arte sulle rupi degli orridi che circondano il delizioso centro alto-laziale: Terrone, Casetta, Grotta Pénta (fotogallery – slide).

Proprio Luciano sarà (non a caso) uno dei miei accompagnatori, domenica prossima, sui sentieri di Scrivere la roccia: le necropoli rupestri di Blera, secondo appuntamento del ciclo di passeggiate per l’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza, voluto da Tusciaweb e ideato curato realizzato da Davide Ghaleb editore insieme col sottoscritto.

Luciano è uomo fantastico. Stupefacente miscela tra i rigori metodologici del più agguerrito archeologo professionista e gli appassionati ardori del localista di razza. Più verace, intrigante genius loci per la comunità biedana non sarebbe dato immaginare. Né auspicare.

Accanto a lui Marina Micozzi, docente di Etruscologia presso l’Università degli Studi della Tuscia.

Esempio prezioso, questo collaborare, ben raro “ircocervo” di sinergie tra saperi scientifico-accademici e ricerca locale: davvero in virtuosa controtendenza rispetto alle pulsioni cronicamente “divaricate” caratteristiche dell’italo stivale, tra saperi “alti” e cultura popolare (stigma drammatico-patetico di almeno 4 secoli di storia antropologica, per questo nostro infelice tormentato Paese).

La “premiata ditta” di ricerca Marina/Luciano, tra l’altro, collabora già da tempo ormai, sul campo, proprio qui a Blera: dove la Micozzi convoca periodicamente i suoi studenti della specialistica per certi atelier en plein air, volti a trasmettere il senso di dovuta perizia/prudenza negli scavi archeologici (ma anche il gusto avventuroso della ricerca in situ), avvalendosi proprio della conoscenza “palmare” da parte di Luciano del territorio biedano e della sua archeologia.

Comunque sia, è stato Luciano Santella a narrarmi questa “fiaba”: l’apologo del somaro moribondo di Bieda, per colpa (o merito?) del quale i biedani precipitarono in proverbio nell’immaginario di tutte le altre comunità del circondario.

Fu più o meno al tempo in cui i grandi viaggiatori romantici (archeologi poeti acquarellisti) frugavano per itinerari appartati e dimentichi, riportando alla luce del giorno (da millenni di nero oblio) il fascino pittoresco e melancolico delle nostre necropoli rupestri e consacrando loro un capitolo fra i più belli del gran romanzo di una Etruria-perduta-Atlantide italica e mediterranea.

O fu forse al tempo in cui, proprio da Bieda, partivano certe disincantate-appassionate missive all’indirizzo del direttore generale delle Antichità e Belle Arti del Regno Giuseppe Fiorelli: vergate da un certosino Gian Francesco Gamurrini chino sul paesaggio e sul tavolo da studio e intento a redigere quel “monumento” scientifico-editoriale intitolato Forma Italiae (la Carta Archeologica d’Italia): monumento alla nostalgia delle radici da parte di una nazione che pure – orgogliosamente – anelava alla dignità e allo status di Paese civile; esuberante e intempestivo “sogno” cartografico per una pedagogia della giovane (quanto fragile) identità nazionale; nonché auspicato strumento operativo per la salvaguardia di un patrimonio immenso, purtroppo inesorabilmente avanti sulla via del disfacimento (certo: anche per incuria e malafede proprio dei sudditi di quella neonata Italia).

Fu più o meno in quel tempo che un fervente patriota biedano (si chiamava: Francesco Maria Alberti) compose in versi, nel metro di sestina, la buffa storia di un somaro autoctono scambiato per “cristiano”. Storia di sapida allegoria, volta a destare nei lettori una qualche divertita esecrazione: eh sì, perché – bisognerà prima o poi ammetterlo – Bieda è paese assai “famoso” per quando i suoi cittadini piansero un somaro morto, concedendogli l’onore di solenni esequie.

Accadde infatti – almeno così narra la nostra storia – che la malcapitata bestia levasse i suoi ultimi, più alti ragli di sofferenza asinina dalla cupa penombra della più nascosta fra le mille etrusche tombe della zona. I biedani allora, commossi agli echi strazianti dell’agonia del ciuco, uditolo per ore e ore dalle finestre delle case affacciate sulle forre circostanti, dalle piazzette solatie del paesino arroccato sul tufo… i biedani finirono scambiando lucciole per lanterne: presero i lamenti della povera bestia (intenta a passare a miglior vita) per strazi di una voce umana. Consacrarono così le spoglie del somaro, portandone la salma in funerale: il fatto destò ovviamente, nelle comunità finitime, il più divertito e goliardico degli scandali. Nelle intenzioni del patriota Alberti certo, secondo i gusti del tempo, la storietta avrebbe dovuto farsi carico, per spirito di parlar velato, di certe ulteriori significazioni, politiche e sociali. Ma è per ben altro che essa ci intenerisce anche oggi. Ben altra universalità di ammaestramenti.

E poi – voi non ci crederete – ma a me mi sa tanto di averlo identificato, quel sepolcro, l’avello del somaro moribondo di Bieda. Nella bellissima Tomba Pénta (così chiamata, ovviamente, nel corposo e scolpito dialetto locale, proprio perché sulle sue pareti reca ancora cospicue, suggestive tracce di pittura antica). A reggere il cielo della tomba, armoniosamente discosto dal centro della camera, c’è un formidabile pilastro dorico. Scolpito dagli Etruschi nel tufo vivo, esso è largamente consunto a mezza altezza (dagli splendidi scatti colti da Davide Ghaleb, il santissimo editore-fotografo, tutto ciò si nota con poderosa forza di bellezza): sembra una di quelle pareti a picco sul mare, smangiate dai venti e dalla salsedine, dalla forza operosa e “affaticante” della natura. E invece a Blera è stato l’uomo: la grotta fu infatti riabitata (nei secoli e per secoli: non è certo l’unico caso, Goethe docet) adattata-adibita a stalla; e il pilastro è oggi così smangiato (come alla pialla) più che dal tempo edace, da qualche somaro che dovette grattarcisi la schiena infinite volte per placarsi dal prurito. Effimero ristoro. Tra un raglio e l’altro. Tra lacrima e lacrima. In attesa di passare al vaglio dell’Eterno. Eccola, la tomba del somaro etrusco che fu scambiato per un “cristiano”…

Vi aspetto numerosi, domenica mattina. Mentre intanto raglio anch’io, seduto diteggiando al computer: ma solo per ingannare il tempo dell’attesa!

Antonello Ricci


 Anno degli Etruschi

I pirati della bellezza

Una iniziativa Tusciaweb

in collaborazione con

Università degli Studi della Tuscia

e Caffeina Cultura

Con il patrocinio della

Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

Antonello Ricci e Davide Ghaleb

presentano

I pirati della bellezza – 12 passeggiate/racconto all’etrusca

Secondo appuntamento

Domenica 8 febbraio

Blera – piazza Giovanni XXIII

Scrivere la roccia

Le necropoli di Blera

Appuntamento ore 10.00

piazza Giovanni XXIII

“Pillole” storico-archeologiche a cura di

Marina Micozzi (Archeologa dell’Unitus) e Luciano Santella (storico conoscitore del territorio archeologo blerano)

Letture di

Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti

Racconta e conduce Antonello Ricci

Il biglietto consiste nell’acquisto del volume fresco di stampa I pirati della bellezza: romanzo degli Etruschi secondo A. Ricci

o di altro libro a scelta dal ricco catalogo di

Davide Ghaleb Editore

info e prenotazioni tel. 3206872739 (attivo tutti i giorni ore 12.00-13.00)

etruschi-passeggiate@tusciaweb.it


Condividi la notizia:
6 febbraio, 2015

2015 - Anno degli Etruschi ... Gli articoli

  1. "Tre impegni del Governo per salvare Norchia"
  2. "Norchia nel sito Unesco di Tarquinia e Cerveteri"
  3. "Passeggiate-racconto, splendida vetrina culturale"
  4. Sutri, un omaggio narrativo itinerante
  5. Sutri, un omaggio narrativo itinerante
  6. "Un piano della regione per salvare Norchia e non solo"
  7. Un tuffo nell'antichità a Sutri
  8. Antichissima città di Sutri, al via la passeggiata/racconto
  9. Norchia, la situazione è drammatica e vergognosa
  10. Note e parole in attesa del Natale
  11. Salviamo Norchia, il Csc si unisce all'appello
  12. “Norchia, intervenga il ministro Franceschini”
  13. Gli occhi di un'università straniera su Norchia
  14. "Una sconfitta ingiustificabile non salvare Norchia"
  15. “Salviamo il sito archeologico di Norchia”
  16. Salviamo la necropoli di Norchia
  17. Un concerto per celebrare l’Anno degli etruschi
  18. Il cavallo tra etruschi e mondo contadino
  19. Tuscania città etrusca
  20. La necropoli etrusca di Norchia non c'è più
  21. E che l'anno degli etruschi continui...
  22. La mitica Grotte Scalina svelata...
  23. Alla scoperta della misteriosa e gigantesca tomba di Grotte scalina
  24. L’Egitto a Castel d’Asso!
  25. Etruschi, una comunità che va narrata
  26. Il mito degli Etruschi nella letteratura europea
  27. Alla scoperta di Acquarossa
  28. La vita quotidiana degli etruschi nel villaggio Acquarossa
  29. Famiglie etrusche del Viterbese
  30. Castro, la città della bellezza e della meraviglia
  31. Sempre c'è una città perduta...
  32. Alla scoperta della misteriosa città etrusca
  33. Castro, la straordinaria Cartagine della Maremma...
  34. Etruschi per tutti, rivivere l'antico popolo
  35. Anno degli Etruschi, a Castro la quarta passeggiata racconto
  36. Alla scoperta dell'antica città di Castro
  37. Museo etrusco e rocca Albornoz espugnati e riconquistati
  38. Capre! Capre! Capre!
  39. Un viaggio nella vita quotidiana dell’Etruria più vera
  40. Oltre 20 comuni al Festival degli Etruschi
  41. C'era una volta la rocca… a spasso con gli Etruschi
  42. Rocca Albornoz, un museo etrusco unico e straordinario
  43. C’era una volta una fantastica rocca e un museo magico...
  44. I misteri degli etruschi e l’elegante bellezza della Rocca Albornoz
  45. Anno degli etruschi - La necropoli di Blera vista dal drone
  46. In quella necropoli ha risuonato la dignità degli etruschi
  47. Viaggio nelle misteriose e affascinanti necropoli rupestri di Blera
  48. Arriva il Carnevale con gli Etruschi
  49. “Scrivere la roccia”, quando le generazioni imprimono un segno...
  50. Scrivere la roccia, le necropoli rupestri di Blera
  51. Anno degli Etruschi - Alla scoperta del tempietto di Demetra
  52. Il misterioso tempietto di Demetra stupisce e affascina
  53. "Lo specchio del cielo"
  54. Si parte per il viaggio agli inferi... dove sgorga la vita
  55. Anche l'antichissima città di Sutri aderisce all'Anno degli Etruschi
  56. Gli Etruschi tra arte divinatoria e mistero
  57. Viaggio tra inferi, terra e cielo...
  58. Un viaggio negli inferi e nel mistero dei riti dedicati alla dea Demetra
  59. La magica bellezza del santuario rupestre della dea Demetra
  60. Alla scoperta dei misteriosi riti di purificazione per la dea Demetra
  61. L'Anno degli Etruschi anche in riva al lago di Bolsena
  62. I miracoli degli Etruschi...
  63. "Obiettivo lo sviluppo sostenibile della Tuscia"
  64. Etruschi, riaperta al pubblico la tomba Bartoccini
  65. Buon Anno degli Etruschi
  66. "Una soprintendenza speciale per riaffermare l'importanza degli Etruschi"
  67. Anche Historia lavorerà per l'Anno degli Etruschi
  68. E il logo è servito...
  69. Orgogliosi di essere etruschi
  70. "Bisogna valorizzare con ogni mezzo le unicità territoriali"
  71. Etruschi, l'application killer della Tuscia
  72. "Pirati della bellezza, l'Ic Ellera è pronto a collaborare"
  73. L'area archeologica Acquarossa rinasce
  74. La "città - stato" di Tarquinia con i pirati della bellezza
  75. Anche il Sodalizio dei facchini con i pirati della bellezza
  76. Siamo noi a far bella la luna...
  77. Pestarole, antiche vasche per produrre vino e birra
  78. "Divino etrusco e Viterbo, perché non si crea una sinergia?"
  79. Biga di Castro, carri da parata e principi gli etruschi
  80. "Etruschi per lo sviluppo della Tuscia, saremo al vostro fianco"
  81. "Pirati della bellezza, noi ci siamo..."
  82. "Il club Unesco è a suo agio con i pirati della bellezza"
  83. "Perseguite l'ambizioso traguardo che vi siete dati"
  84. Ecco come è ridotta la stupenda Norchia...
  85. Un brain trust per dare vita all'Anno degli Etruschi
  86. Riscopriamo anche i loro gusti alimentari e le tecniche agricole
  87. Tusciaweb, Caffeina e Unitus: 2015 Anno degli Etruschi

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/