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Anno dei Etruschi - I pirati della bellezza - La direttrice illustra la storia e i tesori che contiene in vista della visita guidata da Antonello Ricci che si terrà domenica 1 marzo alle ore 10

Rocca Albornoz, un museo etrusco unico e straordinario

di Valeria D’Atri - Direttrice del museo nazionale etrusco Rocca Albornoz
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Valeria D’Atri - Direttrice del museo nazionale etrusco alla rocca Albornoz

Valeria D’Atri – Direttrice del museo nazionale etrusco alla rocca Albornoz 

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz - La sezione di Blera

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz – La sezione di Blera 

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz - La sezione di Blera

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz – La sezione di Blera 

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz - La biga di Castro

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz – La biga di Castro 

Viterbo  –  In vista della visita guidata da Antonello Ricci che si terrà domenica 1 marzo, la direttrice del museo nazionale etrusco, Valeria D’Atri, ripercorre la storia della rocca Albornoz. L’appuntamento per la passeggiata/racconto con Antonello Ricci è a Viterbo  domenica 1 marzo alle ore 10 presso la biglietteria del museo nazionale etrusco di Viterbo (rocca Albornoz in piazza della Rocca). Fotocronaca: Il museo etrusco – slide – Viterbo vista dalla rocca degli Albornoz – slide


– Monumento tra i più rilevanti di Viterbo, la Rocca Albornoz si staglia con la sua torre nella parte settentrionale della città.

Addossata per un lato alle mura civiche, costituisce un tassello importante della storia di questo centro, seguendone, sin dalla sua fondazione nel 1354, le numerose e spesso travagliate vicende. Fu il cardinale spagnolo Gil Alvarez Carrillo de Albornoz a volerla edificare in funzione di controllo dei possedimenti ecclesiastici, perno di un sistema difensivo articolato tra il Lazio, l’Umbria e le Marche che ancora oggi è possibile seguire ed ammirare.

L’assemblaggio di alcuni edifici preesistenti, che il primo intervento edilizio alla Rocca incorporò, rendeva tuttavia l’edificio disorganico, anche se funzionale alla sua originaria destinazione; quando poi, nel corso del tempo, la Rocca si trovò ad ospitare anche alcuni papi, divenne indispensabile procedere ad una serie di lavori di adeguamento. Con Giulio II della Rovere nel 1506, si diede infatti avvio a diverse trasformazioni, affidate a Donato Bramante, architetto della fabbrica di San Pietro.

E’ allora che prende vita l’immagine architettonica del complesso che ancor oggi possiamo vedere, con i suoi corpi a contorno di un ampio cortile, singolarmente aperto su uno dei lati lunghi, arricchito al centro da una fontana ed inquadrato sui lati brevi da porticati. Il successore di Giulio II della Rovere, Paolo III Farnese, proseguì nell’opera di trasformazione dell’austero complesso in palazzo, aprendo un’ ampia loggia verso la città, alla base della quale fece incidere un’epigrafe celebrativa.

Molteplici trasformazioni hanno interessato la Rocca Albornoz che da originaria fortezza si è trasformata in palazzo, divenendo anche, nella sua lunga vita, brefotrofio e caserma, fino a subire le pesanti lacerazioni dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Dalle rovine della guerra, attraverso un lungo restauro, l’edificio è stato recuperato e destinato a museo.

Nel 1986 si apre al pubblico la prima sezione del costituendo museo che trae la sua vocazione dal territorio di appartenenza, l’Etruria meridionale interna, quella zona dell’alto Lazio ai confini con la Toscana, in minima parte sfiorata dagli influssi greci che hanno fortemente permeato, invece, la vita e lo sviluppo delle grandi città costiere etrusche di Cerveteri, Tarquinia e Vulci.

Tra le pareti di tufo, nascoste da un’ impenetrabile vegetazione, sorsero quei centri minori dell’entroterra, ricchi di inaspettate scoperte, connotati da un forte carattere indigeno, che trovano oggi ampia rappresentazione al Museo Etrusco. E’ poco fuori Viterbo che sorge il centro di Acquarossa, dal nome antico sconosciuto, ma dalle fantastiche architetture domestiche che ci restituiscono una finestra sulla vita quotidiana degli Etruschi del tutto imprevedibile e che, grazie agli scavi degli archeologi svedesi, hanno permesso di conoscere nei dettagli le case etrusche nella loro funzionalità e nelle loro decorazioni. Accanto alle “case dei vivi”, negli spazi museali sono allestiti i numerosi corredi rinvenuti nell’area delle necropoli rupestri, nelle “case dei morti”.

Tra queste spicca per importanza e suggestione, il prestigioso corredo della Tomba della Biga da Ischia di Castro che ci consegna un’immagine “principesca” ed al contempo, misteriosa, degli Etruschi, che ancora oggi suscita ammirazione e stimola domande. E infine, nascosto sin quasi nelle viscere della terra, l’incredibile, preziosa e affascinante “casa della divinità”: il piccolo sacello rupestre dedicato alla dea Demetra, che la magica macchia nei pressi di Vetralla ha custodito per secoli: giunto sino a noi svela, nella fedele ricostruzione museale, tutta l’intensità del rapporto che univa i devoti alla divinità.

Unico il museo etrusco di Viterbo lo è, non solo per le straordinarie eccellenze che custodisce, ma anche per il suo proporsi al pubblico con una formula particolare: quella delle ricostruzioni “al vero”, in cui le strutture archeologiche del territorio entrano con le loro volumetrie nel museo. Ed al territorio il museo vuole rinviare, in un dialogo continuo, quando, in una sorta di “museo diffuso”, mostra la sequenza di gigantografie dei siti archeologici dell’Etruria interna.

Valeria D’Atri
Direttrice del museo nazionale etrusco Rocca Albornoz -Viterbo


Dopo i consensi riscossi dalla seconda tappa en plein air fra le tombe rupestri di Blera (secondo momento dell’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza) con la loro nuova passeggiata/racconto “all’etrusca”, Antonello Ricci e Davide Ghaleb editore si trasferiscono indoor: C’era una volta una rocca… a spasso fra le eccellenze archeologiche del museo nazionale etrusco di Viterbo (fotocronaca: Il museo etrusco – slide – Viterbo vista dalla rocca degli Albornoz – slide ).

Il terzo appuntamento del ciclo è per domenica 1 marzo. Appuntamento a Viterbo alle ore 10 presso la biglietteria del museo nazionale etrusco di Viterbo (rocca Albornoz in piazza della Rocca). All’iniziativa parteciperanno Valeria D’Atri (direttrice del museo) e Marina Micozzi (etruscologa dell’Unitus).

Dove parcheggiare – appena fuori le mura, nei parking di porta Fiorentina o viale Trento; entro le mura, nei parking di piazza della rocca o piazza Sallupara.


Anno degli Etruschi

I pirati della bellezza

Una iniziativa Tusciaweb

in collaborazione con

Università degli Studi della Tuscia

e Caffeina Cultura

Con il patrocinio della

Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

Antonello Ricci e Davide Ghaleb

presentano

I pirati della bellezza – 12 passeggiate/racconto “all’etrusca”

Terzo appuntamento

Domenica 1 marzo

Viterbo – rocca Albornoz

C’era una volta una rocca…

A spasso fra le eccellenze archeologiche del museo nazionale etrusco di Viterbo

Appuntamento ore 10.00

presso biglietteria museo

“Pillole” storico-archeologiche a cura di

Valeria D’Atri (direttrice del museo) e Marina Micozzi (Archeologa dell’Unitus)

Letture di Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti

Percussioni indoor ed en plein air di Roberto Pecci

Racconta e conduce Antonello Ricci

Ingresso al museo GRATUITO. Il biglietto per la partecipazione all’iniziativa consiste – come al solito – nell’acquisto del volume fresco di stampa I pirati della bellezza: romanzo degli Etruschi secondo A. Ricci

o di altro libro a scelta dal ricco catalogo di

Davide Ghaleb Editore

info e prenotazioni tel. 3206872739 (attivo tutti i giorni ore 12.00-13.00)

etruschi-passeggiate@tusciaweb.it

I pirati della bellezza – 12 passeggiate/racconto “all’etrusca”

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

APRILE, Domenica 19/ Passeggiata Castro: sentieri sul pianoro (tra la tomba della Biga e le “ruine” di una Cartagine in Maremma)

MAGGIO, Domenica 17/ Acquarossa – a spasso per la città dei vivi

GIUGNO, Sabato 6/ Orioli e gli altri: alla scoperta di Castel d’Asso!


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23 febbraio, 2015

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