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23enne disabile strappata alla famiglia - Donatella Ferranti sulla vicenda di Francesca Mastrolonardo

“Un caso che lascia sgomenti, forse necessario approfondire”

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Francesca Mastrolonardo - Il commento di Donatella Ferranti

Francesca Mastrolonardo – Il commento di Donatella Ferranti – clicca per ingrandire

Donatella Ferranti

Donatella Ferranti

Il servizio delle "Iene" dedicato a Francesca Mastrolonardo - La telefonata con la mamma

Il servizio delle “Iene” dedicato a Francesca Mastrolonardo – La telefonata con la mamma

Il servizio delle "Iene" dedicato a Francesca Mastrolonardo - L'incontro tra i genitori

Il servizio delle “Iene” dedicato a Francesca Mastrolonardo – L’incontro tra i genitori di Francesca, Laura Tramma e Mariano Mastrolonardo

Viterbo – “Un caso che veramente lascia sgomenti. Forse è necessario un ulteriore approfondimento”.

E’ il pensiero di Donatella Ferranti, presidente della commissione giustizia della Camera, sulla vicenda di Francesca Mastrolonardo, la 23enne portata a forza in una casa famiglia.

Il magistrato viterbese commenta su Facebook la vicenda della ragazza disabile allontanata dalla sua famiglia il 27 marzo scorso e lasciata senza cellulare e senza possibilità di sentire i parenti. Finora, a distanza di un mese da quando i carabinieri sono andati a prenderla su ordine del giudice, Francesca avrebbe avuto solo un colloquio telefonico con la madre, monitorato da una psicologa.

Per il resto, non può ricevere visite e non si sa ancora quando e se potrà tornare a casa.

La decisione del giudice tutelare sarebbe stata motivata dai forti contrasti tra i genitori di Francesca, separati e tutt’altro che d’accordo sul percorso terapeutico della figlia. Ma ci sarebbe anche una relazione di un neuropsichiatra della asl di Viterbo, secondo cui la soluzione migliore per Francesca sarebbe stata quella di allontanarla dalla casa a Tuscania, dove vive da anni con la madre, per trovar

le una sistemazione alternativa ed equidistante dai genitori.

Al contrario, i servizi sociali, che seguono la ragazza costantemente, la ritengono serena e integrata a Tuscania e non hanno visto per niente di buon occhio la decisione di portarla di punto in bianco in una struttura protetta, sradicandola, di fatto, da tutti i suoi affetti. 

La madre Laura Tramma si è rivolta all’avvocato Enrico Mezzetti, che ha subito presentato reclamo al collegio, cioè un ricorso con cui si impugna il provvedimento del giudice tutelare. L’udienza è a luglio.

Francesca, intanto, non sta bene. I carabinieri hanno dovuto trascinarla con la forza fin dentro la casa famiglia di Narni. Lei piangeva, urlava, protestava e si strappava i capelli. Ha provato a contattare i familiari, ma le hanno requisito il telefono e da allora non ha più avuto contatti né col padre, né con la madre, fino alla telefonata di pochi giorni fa.

“Non voglio restare qui perché non è Tuscania”, ha detto la ragazza alla mamma, prima di scoppiare in singhiozzi. L’intera conversazione è stata mandata in onda dal programma di Italia1 “Le Iene” la scorsa settimana, in un lungo servizio televisivo.

Com’è possibile che una disabile maggiorenne, non interdetta, che esprime la volontà di rimanere nella sua casa, venga prelevata a forza con un provvedimento del giudice? E’ la domanda delle “Iene”. 

La risposta, forse, arriverà al termine dell’inchiesta – per ora contro ignoti – aperta dal pm Paola Conti. Servirà a ricostruire l’intera vicenda, per capire se ci sono state omissioni o forzature.

Intanto, il comitato “Insieme per Francesca” continua la sua raccolta firme anche sul web, per far tornare la ragazza a casa.


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5 maggio, 2015

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