Viterbo – Caso Francesca Mastrolonardo, forse uno spiraglio di luce.
I genitori della 23enne disabile non interdetta, portata in casa famiglia contro la sua volontà ad aprile, sono stati convocati dal giudice tutelare. Lo stesso che ha dato l’ok al provvedimento con cui si autorizzavano i carabinieri a prelevare Francesca e a portarla in una struttura protetta a Narni.
L’incontro tra il giudice tutelare e i genitori Laura Tramma e Mariano Mastrolonardo è fissato al 5 agosto.
“La convocazione parla di nuove possibilità per Francesca, se condivise dai genitori – annuncia il padre in una lettera ai giornali -. Io chiederò al giudice che usi tutta la sua forza per far rispettare i diritti di mia figlia Francesca”.
Tra i genitori della ragazza, separati, la conflittualità è forte da sempre. Anche da qui scaturirebbe la decisione del tribunale di affidare temporaneamente Francesca alla casa famiglia di Narni. In attesa di trovare una soluzione condivisa che, magari, potrebbe essere trovata già all’incontro del 5 agosto. Anche se la strada è in salita.
Prima di arrivare in casa famiglia, Francesca era affidata alla madre. Il padre non è d’accordo a ripristinare questo stato di cose: “Al giudice chiederò un avvicinamento di Francesca in una casa famiglia di Viterbo o nelle vicinanze, oppure nella casa paterna di Francesca, dove l’aspetta la sua stanza e il suo guardaroba”. Il padre dice di essere disponibile a trasferirsi a Tuscania, dove vive la madre Laura Tramma e dove la stessa Francesca ha sempre abitato con lei.
Intanto, si attende anche la decisione della Corte d’appello di Roma sul destino di Francesca.
L’avvocato della madre, Enrico Mezzetti, aveva impugnato davanti ai giudici di secondo grado il provvedimento del tribunale di Viterbo, che strappava Francesca alla mamma.
La Corte d’appello, per ora, ha preso tempo.
A parte una telefonata a fine aprile, registrata e mandata in onda alla trasmissione “Le Iene”, i genitori non hanno potuto più contattare Francesca.
Secondo l’avvocato Mezzetti, contattato il 9 luglio dopo l’udienza in Corte d’appello, c’è un elaborato dell’équipe della asl in cui è scritto che la madre di Francesca può chiamare la struttura ogni martedì per parlare con la figlia. “Purtroppo non è vero – dichiarava il legale dopo l’udienza -. Ogni volta che la madre ha provato a chiamare di martedì partiva il fax automaticamente o veniva invitata a parlare con il giudice. L’ultima volta che ha sentito Francesca è stata durante la telefonata registrata per ‘Le Iene’. Telefonata che, secondo quella relazione, sarebbe stata un’autentica violazione della privacy di Francesca, quando l’unico scopo di quel servizio era far riflettere sulla situazione della ragazza e far comprendere il suo stato d’animo che non è sereno”.
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