Ronciglione – Tre tornati liberi, o quasi.
Il tribunale del Riesame ha alleggerito le misure cautelari per alcuni degli arrestati dell’operazione Tsunami, il blitz antidroga scattato tra Ronciglione e dintorni all’alba del 2 novembre.
I giudici romani hanno revocato i domiciliari a Matteo Gambaccini e Sandro Soviero, 21 e 25 anni, sostituendo gli arresti in casa con l’obbligo di firma. Completamente libero il 21enne Luca Soviero; per lui, i suoi avvocati Marco Marcucci e Matteo Moriggi avevano presentato una nuova richiesta al gip Stefano Pepe, firmatario di un’ordinanza d’arresto da 259 pagine che non gli ha impedito di revocare i domiciliari al ragazzo.
Almeno in sette si sarebbero appellati al tribunale del Riesame per ottenere la revoca dei domiciliari. Al momento nessuna notizia dell’esito dei ricorsi degli altri quattro.
Le indagini dei carabinieri di Ronciglione hanno portato alla luce uno spaccio localizzato soprattutto nella bassa Tuscia. La droga proveniva dalla capitale: hashish, marijuana, ma anche cocaina. Gli investigatori, coordinati dal pm Paola Conti, hanno documentato numerosi episodi di spaccio anche a minorenni.
25 arresti. 25 posizioni tutte diverse, alcune più delicate e compromesse di altre.
Tra gli arrestati, anche due egiziani, gestori della frutteria sulla circonvallazione, chiusa ormai da più di un mese. Un’altra centrale dello spaccio, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, che, in queste settimane, hanno ascoltato decine e decine di persone informate sui fatti per capire l’effettiva ampiezza del traffico di stupefacenti.
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