Ronciglione – Il tribunale del Riesame prende tempo.
Dopo i ricorsi delle difese degli arrestati dell’operazione Tsunami (video – fotocronaca – slide), sarà compito dei giudici romani decidere se revocare i domiciliari.
All’udienza di ieri mattina gli avvocati hanno illustrato la sostanza dei loro ricorsi: non ci sono gravi indizi di colpevolezza sui sette giovani che si sono presentati ieri al tribunale della libertà, dopo il blitz all’alba del 2 novembre. 21 arresti per spaccio, più altri quattro, eseguiti nei giorni successivi.
Davanti al Riesame, in effetti, sarebbero state portate solo le posizioni più lievi, quelle di ragazzi coinvolti in una minima quantità degli episodi contestati dal pm Paola Conti.
Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce uno spaccio localizzato soprattutto nella bassa Tuscia, tra Ronciglione, Caprarola, Sutri, Nepi e Bracciano. La droga proveniva dalla capitale: hashish, marijuana, ma anche cocaina. I carabinieri della compagnia di Ronciglione hanno documentato numerosi episodi di spaccio anche a minorenni, in qualche caso sentinelle molto attive nel dare una mano agli spacciatori a dribblare controlli e posti di blocco delle forze dell’ordine.
25 posizioni tutte diverse, alcune più delicate e compromesse di altre. Tra gli episodi più gravi, lo spaccio fuori dall’istituto alberghiero di Caprarola o dal pronto soccorso di Ronciglione, dove un infermiere si sarebbe dato appuntamento con uno degli arrestati per farsi consegnare sostanza stupefacente.
Tra gli arrestati, anche due egiziani, gestori della frutteria sulla circonvallazione, chiusa ormai da più di un mese. Un’altra centrale dello spaccio, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, che continuano ad ascoltare persone informate sui fatti per capire l’effettiva ampiezza del traffico di stupefacenti.
Il Riesame si è riservato. Potrà pronunciarsi anche in giornata. Comunque entro la prossima settimana.
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