Viterbo – Un 2015 da incorniciare per l’Arma dei carabinieri di Viterbo.
700 arresti. Migliaia di denunce a piede libero. Una presenza costante sulla strada, ogni weekend dell’anno, per controllare la circolazione.
Il colonnello Mauro Conte traccia un bilancio positivo. Fatto di operazioni importanti e blitz dai grandi numeri. “Risultati che ci soddisfano e che non sarebbero stati possibili senza una squadra capace, impegno quotidiano e un clima di armonia e collaborazione con le altre forze dell’ordine – dichiara Conte nell’incontro coi giornalisti per salutare con un brindisi un anno che è volato -. Volevamo condividere i successi del 2015 con la stampa perché è il nostro interfaccia col mondo. E quella viterbese è competente e professionale”.
Dodici lunghi mesi di lavoro che iniziano a gennaio, con l’arresto del rapinatore che aveva rubato una cassaforte da una banca. L’inseguimento. Il conflitto a fuoco.
Febbraio è il mese dell’operazione “Fai da te”: 20 arresti e 14 denunce per due filoni d’inchiesta. Da un lato la banda del frullino e degli assalti ai distributori di benzina. Dall’altro, il babyspaccio a scuola e nei parchi.
Si cambia musica ad aprile: “Vento di maestrale” è l’inchiesta sui costi spropositati dell’appalto della nettezza urbana. Per la procura, il comune paga un servizio che non c’è. Le indagini vanno avanti e il filone della gestione degli impianti di Casale Bussi prende il volo e finisce a Roma. Sempre ad aprile “Silver & gold”: 22 arresti, per la gang dei ricettatori di oro e argento rubato e rivenduto a una fonderia aretina e un sequestro per equivalente da due milioni di euro.
Droga: arresti a giugno sul litorale,con l’operazione “Sentiero bianco”, per troncare sul nascere lo spaccio della movida estiva e poi lo “Tsunami” di novembre. Il blitz scattato a Ronciglione e dintorni stronca un fiorente spaccio nel sud della provincia. Persino una frutteria finisce nel mirino dei carabinieri come centrale dello spaccio.
Non c’è pace nemmeno nei piccoli centri: a fine luglio, l’operazione “Terra madre”, a Farnese, fa finire tre pastori sardi, padre e due figli, per furti in campagna, ma soprattutto per l’attentato al sindaco: oliveto raso al suolo, cani uccisi a bastonate, trattore, macchina e casale bruciati. Una vendetta in piena regola contro chi aveva osato togliergli la terra, approvando una nuova riforma comunale. E poi, sul finire di un’estate calda, l’omicidio Venzi, a fine settembre: un uomo ucciso a pugni per strada. L’assassino è un 22enne, fermato nel giro di poche ore.
“The Mask” chiude l’anno dell’Arma, con l’arresto dei rapinatori che assaltavano le banche della Tuscia con parrucche e maschere di gomma. “700 arresti complessivi e molto altro ancora che bolle in pentola – spiega il colonnello -. Ne parleremo nel 2016”. Ora è tempo di brindare.







