Ronciglione – Quando è morta Rossana Bramante?
E’ la domanda cui gli inquirenti stanno cercando di rispondere in queste ore, per risolvere l’enigma della 79enne trovata in un congelatore domenica scorsa (fotocronaca – slide).
Un cadavere nel congelatore
79 anni, in realtà, Rossana Bramante non li ha – forse – mai compiuti da viva: era nata a Tripoli il 27 febbraio 1937.
Il 28 febbraio 2016, un giorno dopo quello che sarebbe stato il suo compleanno, l’amministratore di sostegno del fratello Ivo Bramante vede la sua mano sbucare da un sacco dentro un congelatore, nel garage di casa, a Ronciglione. Rossana è morta. Come e quando (in questa fase ancor più del perché) è il mistero di questa indagine.
L’autopsia avrà un ruolo decisivo come al solito, ma da sola, probabilmente, non basterà.
Dopo il ritrovamento del corpo, in quella bella palazzina davanti all’ospedale dove Ivo Bramante abitava in affitto, gli investigatori sono andati anche a cercare carte. Documenti utili adesso più che mai per ricostruire una vita che, in questi anni, si è come perduta. Dimenticata.
Rossana Bramante a Castelnuovo di Porto
Rossana è italiana, anche se nasce in Libia. Vive la sua vita tranquilla a Castelnuovo di Porto (Roma), con la madre Clara. Non ha marito, né figli: solo la mamma e il fratello Ivo. Una vita quasi di clausura, trascorsa tra gli affetti familiari e l’intimità di casa. Al massimo, qualche boccata d’aria sul terrazzino del suo appartamento a Castelnuovo. I vicini la vedono soltanto lì, come hanno detto anche all’inviata di “Chi l’ha visto?” Emily De Cesare.
Lei è cieca assoluta almeno dalla fine degli anni Ottanta. La madre è anziana. Si accudiscono e si fanno compagnia. E quando la signora Clara muore, Rossana si trasferisce col fratello maggiore a Ronciglione. O almeno così sembra.
Rossana Bramante a Ronciglione
La sua richiesta di residenza nella cittadina viterbese risale ai primi di aprile 2009. Ma non è lei a occuparsene in prima persona, almeno non da sola: la aiuta la nipote che vive negli Stati Uniti, figlia del fratello Ivo. Da qui in poi, le tracce di Rossana si perdono. La sua residenza è a Ronciglione, ma lei non c’è. Il fratello 82enne, attualmente indagato per occultamento di cadavere – come anticipato da Tusciaweb due giorni fa – prende in affitto l’appartamento in via dell’ospedale consorziale da solo. Il contratto è a nome suo e il padrone di casa non saprà neppure che ha una sorella, finché un giorno non lo vede dipingere un quadro: Ivo Bramante è un pittore. “E’ per l’istituto di suore in cui si trova mia sorella”, spiegherà al proprietario, senza aggiungere dove si troverebbe quell’istituto.
Forse solo nel 2010 la sua scomparsa diventa tangibile, dopo un tentativo andato a vuoto di consegnarle la tessera elettorale. Nel 2011, a Ronciglione inizia il censimento: la polizia locale bussa di casa in casa. Nel 2012, anche all’interno 2, civico 2, di via dell’ospedale consorziale, dove trovano solo Ivo Bramante. Che non ricorda già più dov’è finita sua sorella. E non ricordava neanche domenica pomeriggio, ascoltato a lungo in casa di riposo dal pm. Come se avesse cancellato completamente la sorella e perfino il congelatore.
L’eliminazione ufficiale dalle liste anagrafiche risale al 2014. Con tanto di documento in bella vista su Google e rimasto per trenta giorni affisso all’albo pretorio, in attesa di eventuali smentite da parte delle persone che risultavano irreperibili. Ma Rossana, forse, non poteva già più smentire nessuno.
Oggi l’autopsia
L’autopsia dirà se ad atrocità va aggiunta atrocità. Gli inquirenti, per ora, ipotizzano una morte per cause naturali e un cadavere nascosto. Ma se il medico legale dovesse notare lesioni interne mortali (quelle superficiali sarebbero già state escluse a una prima analisi) il quadro accusatorio si aggraverebbe aggiungendo l’ipotesi di omicidio.
Indiscrezioni, per ora, parlano di possibili moventi economici per l’occultamento di cadavere: dalla riscossione della pensione di Rossana alla divisione di un’eredità. Voci non confermate né da investigatori barricati in ufficio né da inquirenti trincerati dietro il segreto istruttorio.
L’autopsia sarà eseguita dal medico legale nominato dal pm Fabrizio Tucci. La difesa dell’anziano, rappresentata dagli avvocati Simone Belli e Marco Marcucci, avrà un suo consulente.
Stefania Moretti
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