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Ronciglione - Donna nel congelatore - Respinta la richiesta della difesa - Si attende l'esito dell'autopsia

Perizia psichiatrica su Bramante, il gip: “Per ora non serve”

di Stefania Moretti
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Rossana Bramante

Rossana Bramante

L'avvocato Marco Marcucci

L’avvocato Marco Marcucci 

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione - Via dell'ospedale consorziale - Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore

Ronciglione – Via dell’ospedale consorziale – Il palazzo dove abitava la donna ritrovata nel congelatore 

Ronciglione – Una perizia psichiatrica su Ivo Bramante. 

L’aveva chiesta la difesa dell’82enne indagato per aver nascosto il cadavere della sorella in un congelatore. Un accertamento che, se accolto, doveva svolgersi in incidente probatorio. Ma per il gip di Viterbo Francesco Rigato non è necessario. Richiesta respinta. Almeno per ora. 

“Era un’attività cautelativa per verificare lo stato di salute dell’indagato”, spiega l’avvocato Marco Marcucci, difensore fin dalla prima ora di Ivo Bramante, con la collaborazione del collega Matteo Moriggi. “Le motivazioni del gip sono comunque confortanti: escludono l’accertamento in questa fase, ma non è detto che una perizia psichiatrica non possa svolgersi in futuro”. 

Bramante non ha preso bene il trasferimento dalla casa di cura di Ronciglione a un’altra struttura in provincia. Per giorni ha rifiutato cibo e acqua. L’anziano pittore non si spiega perché è finito al centro dell’inchiesta; d’altra parte, è il primo a non fornire spiegazioni. Mantiene la stessa linea del primo interrogatorio davanti al pm Fabrizio Tucci, il giorno del ritrovamento del corpo della sorella Rossana, 79enne cieca. Totale black out. Solo una spessa coltre di “non ricordo”. Un silenzio anomalo per lui, loquace su tutto, tranne che su Rossana e su quel congelatore a pozzetto. Un ‘nonno’ come tanti, capace di far tenerezza a chi l’ha visto e conosciuto nei suoi mesi in casa di cura a Ronciglione. Eppure, su Ivo si concentrano i sospetti degli inquirenti dal primo momento. Inevitabilmente.

Il corpo di Rossana viene trovato nella stessa casa che Ivo ha preso in affitto nel 2009, dopo il trasferimento a Ronciglione. Non solo. Da fine aprile 2009 anche Rossana risulta residente nel piccolo centro cimino. Dell’istituto di suore che l’avrebbe ospitata, come raccontò Ivo al suo padrone di casa, non c’è traccia. Forse non è mai esistito.

Quel cadavere si mostra per caso, nella tarda mattina del 28 febbraio. Un’ordinaria domenica scelta dall’allora amministratore di sostegno di Bramante – che già da più di 6 mesi era in casa di cura – per sgomberare l’appartamento di via dell’ospedale consorziale. Orrore e shock quando la giovane donna, in stato avanzato di gravidanza, apre il pozzetto e vede una mano sbucare da un sacco di plastica.

Le prime domande, quelle che tuttora si pongono gli investigatori, sono ‘da quando?’ e ‘perché?’. Forse dal 2013, quando Bramante ha comprato il congelatore. Forse per continuare a incassare la pensione della sorella, cieca assoluta almeno dall’87: è Bramante a ritirarla fino all’estate 2015, quando lascia l’appartamento davanti all’ospedale Sant’Anna per andare in casa di cura.

Quel fratello maggiore doveva essere tutto per Rossana. L’unico ancoraggio al mondo per lei, non vedente, nubile e senza figli, vissuta a Castelnuovo di Porto (Roma) con la madre Clara fino alla sua morte. Già in quegli anni, una vita da segregata in casa: solo qualche passeggiata ogni tanto sul terrazzino. Una donna semplice, Rossana, che probabilmente si accontentava di poco: un po’ di compagnia e qualcuno che si prendesse cura di lei.

Per il dottor Fabio Centini, l’esame tossicologico è negativo: Rossana non è stata avvelenata e non ha assunto farmaci, come anticipato nei giorni scorsi da Tusciaweb. L’autopsia del medico legale Giorgio Bolino dirà se è morta per cause naturali o se l’hanno lasciata morire. 

Stefania Moretti

 


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3 maggio, 2016

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